Nobel per la medicina: assegnato…

Nobel per la Medicina a t…

Monito OMS all’Europa: entro il …

Ad Antalya, Turchia, si c…

Epatite C: Min. Salute intende c…

Con un emendamento alla L…

FOFI e ALLIANCE HEALTHCARE ITALI…

 Altre 14 farmacie d’emer…

Padova: selezione spermatozoi pe…

Un bimbo e' gia' nato e u…

Probiotici ‘amici del cuore’ aiu…

Studi clinici illustrati …

"Faccia da Toast" - Un laborator…

26 settembre 2014 ore 13,…

Tumori: il Veneto prima regione …

Per scoprire un tumor…

La vitamina C efficace se si ass…

[caption id="attachment_1…

Da scarti di pomodori e spremitu…

Nei rifiuti non sono cont…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Perché l’autismo fa pensare ad un disturbo ‘di genere’

Per manifestare i disturbi del neurosviluppo e in particolare dello spettro autistico, le mutazioni genetiche legate allo sviluppo cerebrale devono essere più gravi nel caso delle femmine rispetto ai maschi. Lo dimostra un’estesa analisi su decine di migliaia di soggetti, che documenta per la prima volta l’origine genetica di una diversità di genere nella suscettibilità a questo tipo di disturbi

E’ noto da tempo che i disturbi dello spettro autistico, caratterizzati da comportamento anomalo nelle relazioni sociali, disturbi della comunicazione e comportamenti stereotipato, colpiscono con più frequenza i maschi delle femmine. Un ampio studio pubblicato sulla rivista “American Journal of Human Genetics” ha dimostrato ora che i sintomi dell’autismo si manifestano nel sesso femminile in presenza di mutazioni genetiche più gravi di quelle che invece caratterizzano la comparsa della patologia neil sesso maschile.
autismo_530
“Questo è il primo studio che dimostra in modo convincente la differenza genetica tra uomini e donne rispetto alle manifestazioni cliniche di questo deficit del neurosviluppo”, ha spiegato Sébastien Jacquemont, dell’Ospedale universitario di Losanna, primo autore dell’articolo. “Il risultato indica che, a parità di mutazioni genetiche, esistono diversi livelli di suscettibilità alla malattia e che le donne sembrano avere un chiaro vantaggio”.

Perché l’autismo è più diffuso tra i maschi
Bambini con disturbi dello spettro autistico durante una lezione (© Najlah Feanny/Corbis)
Le statistiche epidemiologiche hanno evidenziato da tempo una differenza di genere in vari disturbi dello sviluppo neurologico, tra cui i disturbi dello spettro autistico, il ritardo mentale e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Alcuni studiosi hanno spiegato il fenomeno con un bias sociale, cioè una distorsione delle valutazioni cliniche indotta dal pregiudizio, che porterebbe a un eccesso di diagnosi nei soggetti maschi. Altre ricerche, invece, ne hanno individuato la causa in una differenza di suscettibilità alla malattia a livello genetico, senza però arrivare a conclusioni esaurienti.

In quest’ultimo studio, Jacquemont e colleghi hanno analizzato campioni di DNA raccolti in circa 16.000 soggetti con disturbi del neurosviluppo e in circa 800 famiglie in cui almeno un membro è autistico. I ricercatori hanno conteggiato due specifiche mutazioni genetiche che hanno influenza sul neurosviluppo: le variazioni nel numero di copie di interi geni, e le variazioni di singolo nucleotide, cioè mutazioni che riguardano i singoli nucleotidi, “anelli” che costituiscono la catena del DNA.

E’ così stato possibile evidenziare le differenze di genere a livello genetico: per quanto riguarda in generale i disturbi del neurosviluppo, nella popolazione femminile colpita sono presenti molte più variazioni nel numero di copie rispetto alla popolazione maschile, mentre nel caso specifico dei disturbi dello spettro autistico le femmine hanno rispetto ai maschi più variazioni di singolo nucleotide.

Questi risultati vengono interpretati ipotizzando che il cervello femminile richieda un maggior numero di alterazioni genetiche rispetto ai maschi per produrre i disturbi del neurosviluppo.

“Complessivamente, a parità di mutazioni in grado d’influenzare lo sviluppo cerebrale, il cervello delle femmine funziona molto meglio”, ha concluso Jacquemont. “Le nostre conclusioni potrebbero portare all’elaborazione di approcci più raffinati per lo screening diagnostico dei disturbi del neurosviluppo”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!