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Via libera all’eterologa: soddisfazione dell’Associazione Hera che ha sostenuto le coppie davanti alla Consulta

heraLa donazione dei gameti rappresenta per l’Italia una grande conquista civile. Ora bisogna rendere accessibile la Pma a tutte le coppie, senza disparità di trattamento

 CATANIA, 11 giugno 2014 – “In Italia la cura della fertilità si apre a nuovi orizzonti. La caduta del divieto di eterologa abbatte un’altra grave barriera e segna nel nostro paese un’importante conquista di civiltà. La decisione della Corte Costituzionale sottrae la materia al polemico e spesso strumentale dibattito ideologico e la riconsegna, da un lato, alla libertà e all’autodeterminazione dei pazienti, dall’altro alla responsabilità e alla competenza dei medici. Ed il via libera all’eterologa è immediato, essendo stati esclusi eventuali vuoti normativi”. Così commenta Mario Gambera, presidente dell’associazione Hera onlus di Catania, che ha sostenuto le coppie prima davanti ai Tribunali poi presso la Consulta. 

Si trattava di riconosce un diritto di libertà.  Sono chiare a tal proposito le motivazioni della pronuncia del 9 aprile scorso che chiude un percorso già iniziato dalla stessa Consulta con la sentenza 151/09 che aveva dichiarato incostituzionale l’odioso limite dei tre ovuli da fecondare e l’obbligo di contemporaneo impianto, facendo cadere al contempo il divieto di diagnosi preimpianto.

Entrambe le sentenze decretano il fallimento di una politica ingessata da oscure ragioni di bottega, al punto di non essere in grado né di assumere iniziative legislative costituzionalmente corrette, né di farsi interprete delle esigenze dei cittadini costringendo i medesimi ad esercitare all’estero diritti che incostituzionalmente  erano negati in Italia.

La Corte Costituzionale ha ridato dignità ai medici, dichiarando che a loro spetta la scelta e la responsabilità della cura, ed ai cittadini riconoscendo loro uguaglianza e capacità di discernimento e di scelta.

Ora è il momento di guardare avanti. C’è il sistema della Procreazione Medicalmente Assistita che va rivisto almeno nella sua distribuzione territoriale, uniformando le possibilità di accesso alle cure dei cittadini che vivono nelle diverse aree geografiche. E c’è soprattutto il problema del sostegno economico alle coppie.

L’infertilità è infatti una malattia che ha oggi assoluta rilevanza sociale, come riconosciuto dall’Oms e dalla stessa Corte in questa sentenza di portata storica. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo della natalità nel nostro Paese che ha ridotto gli indici ai minimi storici assoluti. In attesa anche di efficaci politiche per la famiglia e per la crescita della natalità, la Procreazione Medicalmente Assistita, che ogni anno consente la nascita di più di 10.000 bambini, va riconosciuta fra i Livelli Essenziali di Assistenza in modo da assicurare l’accesso a tutti i cittadini. Si eviterebbe così un ulteriore elemento di disparità che oggi divide il nostro paese fra aree ricche ed aree povere,  essendoci regioni,  prevalentemente al Nord che hanno previsto per i propri cittadini sistemi di sostegno economico ed altre nelle quali le cure sono integralmente a carico dei pazienti.

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