Epatite C: principale farmaco co…

L’FDA concede la procedur…

Colite ulcerosa: identificata un…

[caption id="attachment_8…

Sclerodermia localizzata: nuovi …

La scoperta apre le porta…

La veloce evoluzione del cromoso…

[caption id="attachment_5…

Vista: intervento risolutivo per…

Un unico intervento per p…

Alzheimer: al via il primo labor…

Combatte le patologie neu…

La paura accelera il processo di…

Scoperta una correlazione…

Merck Serono: completato l’arruo…

[caption id="attachment_1…

Prima sperimentazione clinica su…

Parte la prima sperimenta…

Da cellule epiteliali a neuroni

Più vicino l'obiettivo di…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Senso di sazietà: individuato nel cervello l’interruttore

Individuato il meccanismo chiave attraverso cui il cervello traduce alcuni segnali periferici di sazieta’.


E’ il risultato di una ricerca svolta dall’Universita’ di Firenze e dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma, in collaborazione con il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza Universita’ di Roma.human-brain-zones Il lavoro e’ stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. “Abbiamo scoperto – ha spiegato Maria Beatrice Passani, ricercatrice del Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino (Neurofarba) dell’ateneo fiorentino – che il segnale di sazieta’ prodotto dall’intestino durante il consumo di un pasto da parte di un lipide, l’oleoiletanolamide (Oea), attiva aree specifiche del cervello che usano l’istamina come neurotrasmettitore, favorendo cosi’ la cessazione dell’attivita’ alimentare”.

“Le prove sperimentali raccolte in questo studio – ha proseguito Roberto Coccurello dell’Ibcn-Cnr, al cui fianco hanno lavorato per lo stesso istituto Giacomo Giacovazzo e Anna Moles – dimostrano per la prima volta che l’effetto anoressizzante di Oea viene drasticamente attenuato sia in animali privi della possibilita’ di sintetizzare istamina, sia in animali le cui riserve neuronali di istamina sono state temporaneamente inattivate attraverso la somministrazione diretta nel cervello di un agente inibitore.

Grazie alla nostra ricerca siamo riusciti a individuare la natura dei neurotrasmettitori implicati e a comprendere i meccanismi attraverso cui determinate popolazioni di cellule nervose (neuroni) presenti nel cervello a livello della ipotalamo traducono l’informazione mediata da Oea sullo stato nutrizionale dell’organismo e sul corrispondente livello di sazieta'”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi