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Batteri: a casa ognuno ha i suoi, disposti anche a viaggiare

La casa è una ‘culla’ di batteri, dove proliferano indisturbati milioni di questi ospiti invisibili.

Ora uno studio dell’Università di Chicago pubblicato su ‘Science’ ha verificato come questa complessa interazione dentro le pareti domestiche tra uomo e microbi, ha un ruolo nello sviluppo di alcune patologie: questi ospiti possono essere una testimonianza biologica delle persone che hanno vissuto in un casa.     Tanto che “si potrebbe prevedere per quanto tempo una persona ha abitato in un appartamento. Questo perché se si lascia un’abitazione, la comunità di batteri cambia e si modifica, ma gli basta un giorno per appropriarsi della nuova dimora”, spiegano gli autori.

Lo studio, ‘The Home Microbiome Project’, ha seguito sette famiglie (con prole, tre cani e un gatto) per sei settimane. L’obiettivo era studiare la provenienza dei batteri e come diventano degli abituali ospiti della cucina o del bagno.

Per questo i partecipanti allo studio hanno dovuto prestarsi a fare dei tamponi delle mani, dei piedi e del naso per raccogliere campioni delle popolazioni microbiche. Lo stesso lavoro è stato fatto per alcune zone della casa: le maniglie delle porte, gli interruttori della luce e i pavimenti. In seguito i campioni sono stati sottoposti all’analisi del Dna per caratterizzare le diverse specie di microbi.

Ebbene, i risultati dei test hanno evidenziato come all’interno di una famiglia le mani hanno più probabilità di ‘ospitare’ dei microbi simili, mentre il naso ha mostrato delle peculiarità individuali. La presenza di animali domestici aumenta inoltre quella di batteri che vivono sulle piante e nella terra.

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