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Poliomielite: per sviluppare l’immunità, uso di più vaccini

Nuove evidenze scientifiche suggeriscono che dare il vaccino antipolio inattivato (Ipv) di Salk a persone cui e’ stato dato il vaccino antipolio orale vivo attenuato (Opv) di Sabin puo’ migliorare l’immunita’.

A scoprirlo un gruppo di ricercatori della Polio, Emergencies and Country Collaboration dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) in uno studio pubblicato sulla rivista Science.  I risultati potrebbero aiutare a risolvere la controversia sulla scelta del vaccino da utilizzare per accelerare l’eliminazione del poliovirus in luoghi come la Siria e l’Iraq.

“Questo studio ha rivoluzionato la nostra comprensione dell’Ipv e di come usarlo nello sforzo di eradicazione globale per garantire ai bambini di ricevere la migliore e piu’ rapida protezione possibile da questa malattia”, ha detto Bruce Aylward, autore senior dello studio. “Ipv deve essere utilizzato per accelerare l’eliminazione del virus nelle popolazioni che hanno accesso limitato alla vaccinazione”, ha spiegato Hamid Jafari, direttore del programma di operazioni e ricerca antipolio dell’Oms e autore principale dello studio.

“Lo studio – ha aggiunto – ha anche fornito le prove per l’uso dell’Ipv tra i viaggiatori per limitare l’ulteriore diffusione internazionale del virus”. Da quando nel 1950 e’ stato sviluppato il vaccino Opv, la scelta per srradicare la polio e’ caduta su quest’ultimo anziche’ sull’Ipv. “Questo perche’ Opv ha una capacita’ superiore di indurre l’immunita’ mucosale, e’ facile da gestire perche’ non richiede aghi ed e’ sostanzialmente piu’ conveniente”, ha sottolineato Caroline Ash, editor senior di Science. Tuttavia, in alcune parti del mondo, dove si sta rivelando difficile sradicare la polio, la scelta tra Opv e Ipv continua ad essere ampiamente dibattuta dagli scienziati.

Questo perche’ l’immunita’ mucosale diminuisce rapidamente dopo il trattamento Opv, il che si traduce nella necessita’ di somministrare diverse dosi di questo vaccino. Ma fornire dosi multiple per sradicare il poliovirus e’ difficile in zone remote o zone di conflitto come l’Afghanistan, la Nigeria e il Pakistan. Inoltre, l’uso di Opv puo’ ancora portare alla diffusione del virus tramite le feci. Ora gli scienziati dell’Oms hanno testato l’uso di entrambi i vaccini su quasi 1.000 neonati e bambini in Uttar Pradesh, uno stato situato nel nord dell’India. Tutti i soggetti hanno ricevuto un vaccino o l’altro. Dopo quattro settimane, tutti i soggetti indipendentemente dal tipo dose iniziale hanno ricevuto una dose di Opv. Nei bambini che hanno avuto Ipv, la diffusione virale e’ stata ridotta, il che significa che questi bambini erano molto meno contagiosi di altri. I ricercatori hanno anche scoperto che una singola dose di Ipv, che viene somministrato per iniezione, ha indotto l’immunita’ della mucosa intestinale in modo piu’ efficace nei bambini rispetto a una dose di Opv.
“Entrambi i vaccini si completano a vicenda e dovrebbero essere utilizzati per interrompere le catene di trasmissione finali per raggiungere l’obiettivo di un mondo libero dalla polio nel modo piu’ rapido ed efficace possibile”, hanno concluso i ricercatori.

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