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A Roma La Cura Laser Per La Prostata Ingrossata Guarisce L’ipertrofia Prostatica

1° Meeting Internazionale New Horizons In The Medical And Surgical Treatment Of Bph And Prostate Cancer Roma

Fondazione Policlinico Tor Vergata 11- 13  Settembre 2014

Greenlight  Laser

A Roma La Cura Laser Per La Prostata Ingrossata

Guarisce L’ipertrofia Prostatica Che Affligge L’80 % Degli Italiani Over 50 In Un Solo Giorno

Protegge Il Cuore E Salva L’amore

Dal 1° Meeting Internazionale New Horizons in the Medical and Surgical Treatment of Bph and Prostate Cancer Roma – Policlinico Tor Vergata – Roma in prima linea contro l’ipertrofia prostatica benigna – IPB – con un nuovo tipo di laser al triborato di litio, l’unico che per la prima volta risolve il disturbo in un solo giorno con dimissioni in 12 o 24 ore. Il laser a raggio verde, grazie all’istantanea coagulazione dei vasi, è anche l’unico che consente di trattare in tutta sicurezza pazienti finora inoperabili e condannati al catetere a vita come quelli con malattie cardiovascolari, della coagulazione e i portatori di stent endocoronarici in terapia con farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti che non sono più costretti a sospenderli, come invece avviene con la chirurgia tradizionale.

La metodica inoltre salvaguardia la potenza sessuale, la continenza urinaria e affronta con efficacia l’emergenza prostata in Italia dove la patologia colpisce l’80% degli italiani oltre i 50 anni. Il laser al triborato di litio già in uso a Roma e in altri centri della penisola è a totale carico del Sistema Sanitario Italiano.

LA PATOLOGIA MASCHILE PIU’ DIFFUSA L’ipertrofia prostatica (IPB, ingrossamento benigno della prostata), che colpisce circa l’80% degli italiani sopra i 50 anni, “è un problema sociosanitario con costi altissimi, con oltre 40 mila interventi chirurgici l’anno, 14.854 ricoveri, 327,8 milioni di euro spesi per il trattamento farmacologico e 74.834 giornate di assenza dal lavoro. “L’ipertrofia prostatica”, dice il professor Giuseppe Vespasiani, Direttore dell’Unità Operativa di Urologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata, Roma, “ è destinata ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione maschile tanto che in Italia si pone ai primi posti per diagnosi effettuate ogni anno, seconda solo all’ipertensione arteriosa. L’IPB incide pesantemente sulla qualità di vita, provocando disturbi che vanno dalla difficoltà a urinare, all’insopprimibile urgenza, all’aumentata frequenza minzionale diurna ma anche notturna che disturba il sonno dei pazienti. Infine, nei casi più seri, porta alla completa ritenzione urinaria che richiede l’urgente ricorso al catetere per lo svuotamento della vescica. L’IPB si accompagna talvolta anche a disfunzioni sessuali, impotenza e problemi di eiaculazione. Quando la prostata si ingrossa, ostacolando e ostruendo il passaggio dell’urina e i farmaci (antiprostatici e gli alfa-litici) non sono più sufficienti è necessario asportare chirurgicamente il tessuto in eccesso e cioè quella parte che in termine medico viene definita adenoma”.

UN LASER AL POSTO DEL BISTURI E IN MENO DI UN’ORA L’IPERTROFIA EVAPORA

“La nuova metodica Greenlight ”, spiega il dottor Cosimo De Nunzio dell’Unità Operativa di Urologia, Ospedale Sant’ Andrea, Università La Sapienza, Roma, “un laser triborato di litio ad alta energia (180W) con una lunghezza d’onda di 532 nm, che viene assorbita soprattutto da tessuti molto vascolarizzati e quindi ricchi di ossi-emoglobina come la prostata. Il laser attraverso l’applicazione di raggi verdi vaporizza l’adenoma prostatico trasformandolo in vapore. L’intervento mininvasivo si effettua in anestesia spinale per via endoscopica. La sonda laser raggiunge la ghiandola prostatica ingrossata attraverso un semplice endoscopio, introdotto (dal pene) nell’ uretra, ed eroga energia laser che elimina l’adenoma senza “affettarlo” come fanno il bisturi e altri tipi di laser attualmente in uso ma vaporizzandolo millimetro per millimetro, con estrema precisione, senza provocare sanguinamento. Ed è questa la grande novità: il laser verde non causa emorragie in quanto determina una coagulazione immediata dei tessuti. Il laser verde tutela inoltre la continenza urinaria, non causa impotenza ed evita le recidive”.

L’IPB RISOLTA IN UN GIORNO . “Greenlight grazie alle sue caratteristiche” continua il dottor Roberto Miano, presidente del Meeting internazionale e ricercatore all’unità Operativa di Urologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata – Università Tor Vergata Roma “è l’unica metodica che per la prima volta risolve il disturbo in un solo giorno con dimissioni in 12 o 24 ore. Nel nostro Paese la maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprendere le normali attività nel giro di una settimana Il decorso post-operatorio è migliore rispetto alla TURP, la resezione endoscopica della prostata, l’intervento fino ad oggi più eseguito ma non scevro da complicanze. I vantaggi di Greenlight sono l’assenza di perdite ematiche che riduce dal 26% al 3% il ricorso a trasfusioni), il minimo disagio dopo l’intervento, grazie anche all’assenza di sintomatologia dolorosa, la ridotta degenza (con una buona parte dei casi dimessi dopo solo 24 ore, con evidente risparmio di posti letto e quindi di costi per il Servizio Sanitario, il ridotto tempo di cateterizzazione (24-48 ore contro i 3-4 giorni della TURP), la ripresa della normale attività nel giro di una settimana”. In pazienti selezionati e in buone condizioni generali l’intervento potrebbe essere eseguito anche in regime di day surgery come già avviene in Inghilterra e in Spagna. Secondo recenti dati del Ministero della Salute, la degenza media con tecniche standard va da 4,9 a 7,4 giorni mentre con il laser va da 2,1 a 3,3 giorni. La maggior parte degli uomini operati con laser riprende la vita normale in breve tempo tornando anche prima al lavoro con un risparmio del 50% delle giornate lavorative perse per interventi alla prostata. L’assoluta validità di Greenlight rispetto alla TURP- è stata confermata da vari studi multicentrici internazionali e tra questi il recente studio Goliath, svolto su 291 pazienti di età intorno ai 65 anni in 9 Paesi, tra i quali l’Italia (Ospedale Sant’Andrea di Roma) e pubblicato sulla rivista ufficiale della European Association of Urology.”

UNICO LASER CHE NON VIETA ANTICOAGULANTI

“Rispetto alla TURP, precisa il professor Andrea Tubaro, Professore Associato di Urologia, Università La Sapienza, Roma Direttore dell’ Unità Operativa Urologia, Ospedale Sant’ Andrea, Roma “che può causare emorragie intra e perioperatorie e richiedere trasfusioni, Greenlight ,grazie all’istantanea coagulazione dei vasi che evita sanguinamento, è l’unico trattamento che consente di operare in assoluta sicurezza anche pazienti ad alto rischio come quelli con malattie cardiovascolari ,della coagulazione e i portatori di stent coronarici e di protesi endovascolari che non sono più costretti a sospendere la terapia anticoagulante e/o antiaggregante (come invece avviene per gli interventi chirurgici tradizionali, TURP compresa e gli altri laser ). Questi pazienti costituiscono, insieme a quelli con deficit respiratori, un problema chirurgico importante perché la sospensione dei farmaci antiaggreganti e anticoagulanti li espone al rischio di gravi complicanze. Il laser verde è anche indicato nei pazienti con pacemaker, perché evita il ricorso all’elettrobisturi, generatore di quelle onde elettriche che possono interferire con la stimolazione elettrica dei pacemaker cardiaci. Il ricorso a Greenlight è quindi di importanza determinante in considerazione dell’aumento della popolazione affetta da ipertrofia prostatica e disturbi cardiologici in terapia anticoagulante”.

IL SESSO E’ SALVO Greenlight tutela anche la potenza sessuale.  Sottolinea Miano: “Nessun paziente sessualmente attivo ha sviluppato impotenza dopo l’intervento: il laser non causa danni ai nervi dell’erezione, quelli che si trovano a ridosso della prostata, non causa incontinenza ed evita le recidive, a conferma che la metodica offre reale e definitiva soluzione per l’IPB”.

DAY SURGERY IN ITALIA Precisa il professor Tubaro . “Nonostante la sicurezza di Greenlight e l’indubbio risparmio economico per il SSN derivante dal dalla possibilità di effettuare l’intervento in day surgery o in one day surgery e di eseguire quindi un maggior numero di interventi sullo stesso numero di letti di ricovero, in Italia a parte la Toscana e il Friuli manca il relativo Drg, cioè la tariffa a prestazione . L’approvazione di un DRg ad hoc non farebbe altro che uniformare l’Italia agli altri paesi della Comunità Economica Europea come Inghilterra e Spagna.

MENO LISTE DI ATTESA, PIU’ POSTI LETTO L’impiego del laser al triborato di litio ha vantaggi anche per il Servizio Sanitario Nazionale. Ogni anno in Italia vengono effettuati oltre 40mila interventi per IPB, 15mila dei quali con tecniche invasive, ricovero di 3-5 giorni e occupazione di letti per 52mila giornate. Con Greenlight in One-day surgery si ha una sola notte di ricovero. Ne conseguono una minore occupazione dei posti letto ordinari, una riduzione delle liste di attesa, una riduzione dei tempi di convalescenza e minore stress per il paziente, con minori costi per il SSN. La nuova tecnica laser impiegata con successo su più di 500mila pazienti nel mondo è disponibile anche in Italia a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale, presso 21 centri ospedalieri con una casistica di circa 2000 interventi.

5 comments

  1. roberto

    e indicata greenlight laser al triborato per prostata di 110 di volume

  2. Isabella Giacomo

    molto interessante sono in lista d’attese a tor vergata

  3. Marcello Ruggeri

    Per avere una visita per accedere all’inter vento

  4. Giorgio Pasquino

    penso sia opportuno dire qualcosa sulle possibili complicazioni. Sono stato operato a Vasto e grazie al rispetto delle regole, sono stato dimesso dopo qualche giorno senza che accertare che avessi ripreso le funzioni urinarie, autonome, dopo qualche giorno.
    L’intervento è stato eseguito alle 13 di giovedi, torno in camera con lavaggi della vescica e catetere, il tutto rimosso alle 7 del mattino successivo.(dopo 18 ore)
    Dimesso il giorno successivo, nonostante la mia opposizione che riuscivo a rilasciare solo piccole quantità di sangue ed urine.
    Tornato a casa l’attività urinaria già scarsa si è fermata; dopo un giorno ho dovuto ricoverarmi in clinica per riapplicare il catetere per ben cinque giorni.
    MI chiedo ma se il protocollo lo rendiamo un po più elastico non sarà meglio e porterà effettivamente i dovuti benefici sia al paziente che al SSN ?

  5. Dr Andrea Militello Urologo Andrologo

    una metodica sicuramente innovativa, che può affiancare i tradizionali interventi di resezione endoscopica. Il tutto valutando ogni singolo caso e chiaramente adattando anche il post operatorio alle singole necessità.

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