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Testosterone contro andropausa, solo il 5-10% di italiani trattati

Il buon umore, la fertilità e il desiderio sessuale dell’uomo dipendono da livelli adeguati di testosterone, l’ormone prodotto dall’organismo che diminuisce però rapidamente dopo i 50 anni.

In Italia si stima che circa 3 milioni di italiani subiscano gli effetti del calo del testosterone, ma quelli trattati sono tra il 5-10%. Obesità, diabete e l’ipertensione sono alcuni dei fattori che influiscono sul calo ormonale.
“L’attività sportiva – spiega all’Adnkronos Salute Giuseppe Morgia, ordinario di urologia del Policlinico dell’Università di Catania, in occasione del Congresso nazionale della Società italiana di urologia (Siu) a Firenze – può aiutare a stimolare la produzione di testosterone anche dopo i 50 anni, quando l’ormone inizia a calare.

Ma possono esserci anche patologie come l’ipogonadismo, presenti sin dalla nascita, che costringono all’assunzione di testosterone esogeno. Mentre – precisa – solo il 5-10% dei maschi ‘over 50’ usa questa terapia sostituiva contro l’andropausa, come fanno le donne con gli estrogeni quando vanno in menopausa”.

Secondo Morgia, “c’è ancora un forte pregiudizio da parte della popolazione maschile verso le terapie a base di testosterone, per la correlazione con l’insorgenza del cancro alla prostata. I medici – osserva – soprattutto con l’aumento della medicina difensiva e dei contenziosi legali, hanno il timore di ritrovarsi a distanza di anni, dopo aver prescritto l’ormone ai pazienti, con una causa legale”.

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