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Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione in risposta al servizio di Report

aiacRoma, 20 ottobre 2014. In merito all’articolo a firma Fulvio Fiano comparso sulle pagine di cronaca del Corriere della Sera del 19 ottobre scorso ed al servizio televisivo preannunciato nello scritto di cui sopra, redatto da Sigfrido Ranucci e presentato all’interno della trasmissione “Report – The Specialist”, in onda su RAI 3 nella seconda serata del medesimo giorno, AIAC (Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione) società scientifica che raccoglie i cardiologi elettrofisiologi, cioè proprio quella categoria di medici citata nel servizio, desidera chiarire una serie di punti al fine di fornire elementi di trasparenza e tranquillità per i pazienti con problemi aritmici che richiedono impianto di pacemaker o altri dispositivi:

A) Gli interventi di impianto e sostituzione di device e tutte le procedure di elettrofisiologia diagnostica e terapeutica sono obbligatoriamente praticati da medici chirurghi elettrofisiologi secondo l’applicazione di linee guida italiane ed internazionali, codificate da tempo in ambito scientifico.

La nostra Associazione riconosce più di mille specialisti di settore, operanti all’interno di circa 440 laboratori ospedalieri ed una rilevante quota di essi sono in grado di eseguire correttamente un impianto di un dispositivo biventricolare come quello rappresentato nel servizio. Il centro che non esegue questo tipo di procedura è in genere in contatto con un’altra struttura, che è in grado di soddisfare l’esigenza clinica. In Italia, nel 2013, sono stati effettuati più di 5000 primi impianti (escluse le sostituzioni) di dispositivi biventricolari, de i quali circa 4200 associati all’impianto di un defibrillatore. Lo standard di qualità è in media in Italia estremamente alto e situazioni come quella illustrata nel servizio relativa a un impianto eseguito all’Ospedale di Copertino sono senz’altro da considerarsi casi isolati, con vari aspetti che appaiono da censurare e perseguire nelle sedi appropriate.
B) Vogliamo ribadire che il medico specialista è la figura di riferimento per il paziente per quanto riguarda la indicazione all’impianto di un dispositivo, la procedura di impianto e il controllo. Le procedure di impianto di dispositivi del tipo riportato nel servizio televisivo, vengono eseguite in equipes costituite da medici elettrofisiologi ed anestesisti (quando richiesti) e da infermieri professionali adeguatamente istruiti e preparati. La figura del tecnico biomedico costituisce un supporto esterno, nell’ambito di un impianto di un dispositivo medico del tipo riportato nel servizio televisivo, e non fa parte dell’equipe operatoria propriamente detta. I tecnici biomedici sono figure professionali altamente specializzate ed opportunamente certificate, autorizzate nella loro mansione secondo procedure e protocolli ben precisi e che escludono tassativamente la possibilit& agrave; di trattare il paziente durante l’intervento operatorio. Il loro compito è di fornire indicazioni tecniche di prodotto o di consegnare al personale paramedico di sala il materiale tecnico a supporto dell’intervento stesso. Le persone in questione sono tenute a rispettare le procedure sanitarie degli ospedali nei quali si trovano ad operare in maniera tassativa.
C) Esiste, nell’ambito delle organizzazioni aziendali, una netta separazione di ruoli tra il personale tecnico di supporto all’impianto (il tecnico biomedico) e quello di vendita, addetto all’attività promozionale e di gestione amministrativa del prodotto, cui non è consentito l’accesso in sala operatoria.
D) I controlli routinari del dispositivo impiantato, codificati secondo i codici di rimborso regionale delle prestazioni in “controllo elettronico del pacemaker o del defibrillatore”, sono effettuati dal medico, sotto la sua diretta responsabilità e dal personale sanitario competente di supporto (infermiere professionale o tecnico ospedaliero di cardiologia). Il ruolo del tecnico biomedico, messo a disposizione della azienda, è quello di effettuare, attraverso l’utilizzo di una apposita interfaccia computerizzata, lo scaricamento (download) dei dati contenuti nella memoria del dispositivo impiantato e di stampare gli stessi su supporto cartaceo che il medico elettrofisiologo o cardiologo operante all’interno della struttura ospedaliera, visiona ed analizza secondo l’applicazione di linee guida condivise ed infine, convalida. Esattamente come per la registra zione di un elettrocardiogramma ambulatoriale prolungato (Holter) per il quale il paziente può non vedere il medico se non per la discussione del referto ottenuto.
E) Infine è bene specificare qual è il ruolo del medico in una gara di appalto, sia essa locale o regionale. Al medico è richiesto unicamente di indicare le caratteristiche tecniche dei prodotti da acquistare, sulla base delle patologie trattate nel suo reparto e della tecnologia necessaria per soddisfare quanto sopra.
Alla luce di quanto detto, AIAC ritiene che i pazienti debbano essere rassicurati sul fatto che quanto riportato nell’articolo e nel servizio televisivo riguarda eventi isolati e per la loro eccezionalità saliti alla ribalta della cronaca. L’aritmologia italiana è da anni leader scientifico europeo e mondiale nel settore, e non può tollerare che simili episodi possano anche minimamente scalfirne la credibilità.

La nostra associazione da anni si adopera per garantire ai pazienti il più alto livello di preparazione degli elettrofisiologi italiani e il più alto livello di accuratezza e sicurezza delle procedure di impianto pacemaker o defibrillatore. La nostra associazione sarà sempre a fianco dei pazienti e delle istituzioni per garantire i più alti standard di qualità nell’attività di elettrofisiologia. Auspichiamo pertanto un immediato intervento delle autorità competenti atto a far luce sull’accaduto relativamente ai fatti riportati dalla trasmissione Report.
Il Presidente AIAC
Dott. Giovanni Luca Botto

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