Non solo più botox e filler: sar…

Non piu' solo botox e fil…

Trapianto capelli: nuova tecnica…

Nuove frontiere per comba…

Giuseppe Mele, presidente della …

I genitori di oggi guarda…

Virus influenzali: il cane potre…

Il migliore amico dell'uo…

Ricercatori fanno luce sulle imp…

[caption id="attachment_7…

Linfociti esausti tengono a bada…

Due distinti sottoinsiemi…

L’FDA approva un nuovo farmaco b…

La Food and Drug Administ…

Artrite reumatoide: per 9 person…

Per il 93% dei pazienti c…

Sindrome da delezione cromosoma …

C'e' una predominanza…

Malaria: isolata la proteina chi…

[caption id="attachment_5…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Come il dolore incide sul comportamento

Una specifica regione del cervello, chiamata sostanza grigia periacqueduttale, integra i circuiti che ci consentono di confrontare il dolore percepito con quello che ci aspettiamo di provare, e di evitare situazioni in cui il cui la stessa situazione si può ripetere.

E’ quanto emerge da un nuovo sperimentale che aiuta a comprendere in che modo la paura del dolore influisce sul nostro comportamento.

Nel nostro cervello, i circuiti che ci consentono di evitare il dolore sono distinti da quelli coinvoltI nella ricerca delle ricompense, e sono integrati da una regione cerebrale denominata corteccia cerebrale periacqueduttale: a scoprirlo è un nuovo studio pubblicato su “Nature Neuroscience” da Mathieu Roy, dell’Università del Colorado a Boulder, e colleghi, che contribuisce a spiegare in che modo dolore e piacere guidano il comportamento umano.

Studi passati hanno scoperto che una ricompensa inaspettata, per esempio un compenso in denaro maggiore di quello previsto, attiva specifici circuiti cerebrali che guidano l’apprendimento, incoraggiando il comportamento che potrebbe portare a situazioni in cui il vantaggio si ripeta. Ma la ricerca del piacere non è l’unico stimolo che influisce sulle nostre azioni: anche l’istinto di evitare le situazioni dolorose è fondamentale per guidare il comportamento, ma secondo modalità finora non del tutto chiarite.

In quest’ultimo studio, Roy e colleghi hanno sottoposto un gruppo di volontari a un test in cui ciascuno doveva scegliere tra due opzioni, una nei quali innescava un segnale doloroso. Le aree cerebrali attivate venivano rilevate mediante risonanza magnetica funzionale .

I ricercatori hanno così identificato una regione in cui erano evidenti i segni della discrepanza tra la quantità di dolore attesa e quella effettivamente percepita: si tratta della sostanza grigia periacqueduttale, la regione del cervello che circonda il dotto mesencefalico attraverso cui scorre il liquido cerebro-spinale.

Si è così scoperto che la sostanza grigia periacqueduttale riceve informazioni sul dolore effettivamente percepito direttamente dal midollo spinale, mentre quelle sul dolore che ci si aspetta di provare arrivano da altre regioni cerebrali, come la corteccia prefrontale ventromediale.

Inoltre, Roy e colleghi hanno scoperto che la sostanza grigia periacqueduttale trasmette segnali alla corteccia medio-cingolata, che coinvolta nei meccanismi di evitamento del dolore.

Secondo l’interpretazione degli autori, questo significa che la regione cerebrale è in grado di confrontare l’intensità del dolore percepito con quella del dolore atteso: sulla base di questo confronto, le altre parti del cervello possono poi inibire i comportamenti considerati pericolosi.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!