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Malattie Sessualmente Trasmissibili (Mst),
Preservativo E Pillola La Risposta

sic-okSecondo una recente indagine sono in aumento i casi di MST tra gli over40. Le ragioni sono sia di ordine fisiologico, sia di natura sociologica. “Per combattere il fenomeno” spiega il professor Francesco De Seta, ricercatore universitario presso l’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Trieste e membro della Società Italiana della Contraccezione (SIC), “mai dimenticare il preservativo e per ridurre il rischio di infiammazioni annessiali (tube e ovaie)e, dunque di infezioni, può essere utile assumere i contraccettivi ormonali”.

Roma, 16 ottobre 2014 – “È purtroppo comprensibile che le malattie sessualmente trasmissibili colpiscano sempre più fasce di età che fino a qualche tempo fa erano ritenute meno a rischio. Anzitutto la famiglia tradizionale è sempre meno “di moda” e la condizione di single facilita rapporti sessuali meno stabili e, talvolta, promiscui”. Commenta così il professor Francesco De Seta, ricercatore universitario presso l’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Trieste e membro della Società Italiana della Contraccezione (SIC), l’allarme lanciato da un’Associazione di andrologi italiani sulle infezioni di natura sessuale.

Secondo l’indagine, solamente un terzo degli uomini italiani tra i 31 e i 45 anni utilizzerebbe il preservativo, mentre lo indosserebbe il 70% dei 18-30enni. “Occorre prec isare” continua il professor De Seta “che gli over 40enni sono fisiologicamente più a rischio: i tessuti, soprattutto nelle donne in fase perimenopausale, sono più friabili e favoriscono l’attacco delle infezioni”. Alcuni fattori sociologici influiscono poi negativamente: “Oltre una certa età, diminuisce il timore di gravidanze indesiderate e, dunque, l’impiego del condom con conseguenze molto negative sulle infezioni di natura sessuale”. “Inoltre” continua il professore “la diffusione di farmaci per contrastare la diffusione erettile, ha spostato molto in là l’età sessualmente attiva”.

Occorre precisare inoltre che per malattie sessualmente trasmissibili (MST) “non intendiamo solamente l’Hpv (papilloma virus) o il temutissimo Hiv” sottolinea il professor de Seta “esistono tutta una gamma di infezioni misconosciute – tra cui clamidia, gonorrea, herpes e sifilide – che meritano molta attenzione e che il ginecologo o l’andrologo ha il dovere di illustrare con parole semplici e chiare al paziente”.

“Il cosiddetto metodo “double dutch”, preservativo e pillola, è davvero consigliabile” aggiunge il ricercatore triestino. “Non tutti sanno infatti” sintetizza ancora “che gli estroprogestinici sono in grado di rendere la vita davvero difficile alle malattie sessualmente trasmissibili: hanno un effetto protettivo contro la clamidia, contro le gravidanze extrauterine – e dunque le infiammazioni pelviche, terreno fertile per le infezioni -, e sono in grado di ridurre le vaginosi batteriche, anch’esse spesso concausa delle MST”.

“In generale, comunque” spiega il professor De Seta “l’arma migliore per combattere le malattie sessualmente trasmissibili è l’educazione sessuale: gli italiani, per tradizione popolo di grandi amatori, in realtà hanno timore di esprimere i propri dubbi e le proprie perplessità quando si parla di sesso. Invertiamo questa tendenza, parliamo con i nostri pazienti apertamente e senza falsi pudori”.

Per qualsiasi curiosità o dubbio, segnala in professore “visitate il nostro sito (www.siccontraccezione.it)e la nostra Fan Page di Facebook: i nostri esperti” conclude “risponderanno ai vostri quesiti rapidamente ed entro i limiti che un consulto online impone. E, ovviamente, in modalità 2.0”.

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