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Rinite allergica per 1 emiliano su 5. In autunno attenzione a graminacee, acari e muffe

riniteMeno conosciute rispetto a quelle primaverili, ma altrettanto aggressive e fastidiose: sono le allergie autunnali, scatenate dalla fioritura di graminacee e dalla moltiplicazione di acari favoriti dai tassi di umidità degli ultimi giorni. Un esercito di oltre 1.000.000 persone, solo in Emilia Romagna, fa i conti con i sintomi della rinite allergica. Il trattamento in grado di intervenire sulla causa della patologia è l’immunoterapia specifica.

Bologna, 28 ottobre 2014 – Quando si parla di allergie respiratorie, si pensa soprattutto ai mesi primaverili. In realtà, anche l’autunno presenta molte insidie per chi soffre di queste patologie perché l’aria respirata è satura di pollini e negli ambienti interni vi sono elevate concentrazioni di acari della polvere, le cui eiezioni contengono l’antigene che causa la nostra reazione allergica. Non tutti sanno che la temperatura e il tasso di umidità dei mesi autunnali costituiscono l’habitat ideale dei famigerati ragnetti microscopici, i quali, proprio in questo periodo, raggiungono la loro massima replicazione. Ultimi colpi di coda, inoltre, per l’ambrosia, nell’aria da agosto fino a ottobre.

“Le allergie sono causate da alterazioni del sistema immunitario”, precisa Vincenzo Mancuso, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica territoriale a Bologna. “Gli allergeni responsabili di queste patologie respiratorie, rinite o asma bronchiale allergico, possono essere distinti in stagionali e perenni. I primi compaiono in funzione delle stagioni e del clima, parliamo di pollini, ma anche di muffe, l’Alternaria soprattutto. I perenni ci sono tutto l’anno, mi riferisco ad esempio agli acari della polvere e al pelo di animali domestici, cane, gatto, coniglio, etc. I pollini sono quelli che più frequentemente provocano la malattia allergica e, se nell’aria c’è una concentrazione pollinica elevata, si verifica una riacutizzazione della patologia, come quella a cui si assiste in primavera, ma anche adesso, in autunno, a causa di graminacee, acari, assenzio, ambrosia e muffe. Più avanti, con il freddo, avremo anche cipresso, betulla e nocciolo”. 

La rinite allergica interessa oltre il 25% della popolazione mondiale e intorno al 18% di quella italiana. Stessa percentuale per l’Emilia Romagna, dove e soffrire sono oltre 1.000.000 persone. Qui sono diffuse soprattutto le allergie alle graminacee. I più colpiti sono i cosiddetti soggetti polisensibili, allergici a più di una pianta, che temono l’arrivo della primavera così come le terse giornate d’autunno con il loro insidioso carico di pollini, favoriti anche dalle temperature degli ultimi giorni e dalle escursioni termiche tra il giorno e la notte, che favoriscono la fioritura e la diffusione dei pollini stessi. Esistono poi i fenomeni di cross-reattività tra pollini e alimenti: una persona allergica alla betulla può esserlo anche alla mela, una allergica agli acari può esserlo anche ai crostacei.

“Alcuni semplici accorgimenti – prosegue Mancuso – possono diminuire l’esposizione ai pollini e agli acari e alleviare così l’intensità dei sintomi della rinite allergica. Durante le giornate di vento è meglio tenere le finestre chiuse, evitare le passeggiate in aperta campagna, tenere i finestrini chiusi in macchine e usare caschi integrali. In generale, poi, è preferibile far aerare gli ambienti di casa durante la sera, quando c’è una minore concentrazione pollinica nell’aria e soprattutto non tagliare l’erba del prato senza una mascherina. Cambiare le lenzuola regolarmente, utilizzare aspirapolvere con filtri Hepa, evitare moquette, tende e tappeti pesanti, librerie aperte e ogni altro potenziale ricettacolo di polvere, mantenere un’umidità idealmente sotto il 50% sono altri utili comportamenti da adottare”.

“Entrando nel merito delle terapie farmacologiche, sono disponibili diversi trattamenti: antistaminici, colliri antiallergici, cortisonici locali, come le formulazioni in spray che possono essere somministrate con molta semplicità, con un ottimo profilo di sicurezza e molti vantaggi per il paziente allergico. Ma l’unico trattamento in grado di modificare la storia clinica dell’allergia, e che riesce a riequilibrare il sistema immunitario, è l’immunoterapia specifica: la desensibilizzazione si ottiene somministrando al paziente quantità progressivamente crescenti degli allergeni che provocano la reazione allergica. Ciò consente di intervenire sulla causa della patologia e non sul sintomo. La terapia può essere sottocutanea o sublinguale (più sicura, semplice ed efficace), permette di ridurre l’uso di altri farmaci, evita nuove sensibilizzazioni ad altri allergeni e previene l’evoluzione della rinite in asma bronchiale”.

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