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Vasi sanguigni: da cellule staminali per crearne nuovi

Ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università dell’Indiana (Usa) hanno sviluppato una tecnica per far ‘ripartire’ il meccanismo che nel corpo consente la creazione di vasi sanguigni, aprendo la porta a potenziali nuovi trattamenti per malattie i cui effetti includono amputazioni e cecità, come la sindrome delle arterie periferiche, una condizione causata dalla cattiva circolazione del sangue.

La malattia può portare a problemi di pelle, cancrena e, appunto, a dover amputare l’arto colpito. Il nostro corpo possiede cellule specializzate nella creazione e nella riparazione dei vasi sanguigni: sono le cosiddette ‘cellule formanti colonie endoteliali’.    Ma queste possono perdere la capacità di proliferare in nuovi vasi sanguigni, soprattutto nei pazienti di età avanzata o in presenza di disturbi come la malattia arteriosa periferica. In quest’ultimo caso possono essere somministrati farmaci per migliorare il flusso di sangue, ma se i vasi sono ridotti di numero o di funzionalità, i benefici sono minimi.

Iniettando cellule endoteliali più giovani direttamente nei tessuti si potrebbe rimettere in moto il processo di creazione di nuovi vasi sanguigni. Ma queste cellule non si trovano facilmente negli adulti, specialmente malati. Tuttavia, sono presenti in grande quantità nel sangue del cordone ombelicale. Sulla rivista ‘Nature Biotechnology’, i ricercatori raccontano di aver sviluppato una nuova metodologia per far ‘maturare’ cellule staminali pluripotenti indotte con le caratteristiche di cellule che formano colonie endoteliali che si trovano nel sangue del cordone ombelicale.

Queste cellule endoteliali create in laboratorio sono poi state iniettati nei topi e sono riuscite a proliferare in vasi sanguigni umani e a ripristinare il flusso di sangue nei tessuti danneggiati della retina e degli arti dell’animale.

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