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Cancro, nuove scoperte tra interazione proteine

Sessanta nuovi geni potenzialmente coinvolti nello sviluppo e nella progressione dei tumori sono stati individuati da un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e della Harvard Medical School grazie all’adozione di una nuova metodologia.


Frederick P. Roth e colleghi – che firmano un articolo sulla rivista “Cell” – hanno messo a punto la più ampia mappa finora realizzata di una parte del cosiddetto “interattoma” umano, per poi analizzarlo e trarre le loro conclusioni. L’interattoma è l’insieme delle interazioni molecolari che avvengono in un organismo vivente, e in particolare di quelle che coinvolgono le proteine e ne determinano il ruolo nel metabolismo e nei cammini biologici.

Mappa interazione Proteine umane

Mappa interazione Proteine umane

Lo sviluppo delle tecniche di analisi genetica sta portando a una descrizione sempre più accurata di tutte le variazioni dei geni che hanno una rilevanza per lo sviluppo di malattie. Da solo, tuttavia, il sequenziamento del genoma, lascia irrisolte domande fondamentali sul rapporto fra la particolare variante di un gene (genotipo) che ha una persona e le caratteristiche osservabili (per esempio lo sviluppo di una certa patologia) che manifesta.

Così, molto spesso – e soprattutto nel caso dei geni associati allo sviluppo di un cancro – non è affatto chiaro come una variante o una mutazione casuale in un gene alteri la funzione della proteina prodotta da quel gene, anche se è chiaro che essa interagisce in modo anomalo con altre proteine.

Roth paragona la posizione di un medico in questa situazione a quella di un meccanico: “Come possiamo chiedere a qualcuno di riparare una macchina con un elenco incompleto delle sue parti e senza un’indicazione di come si adattano le une alle altre?”

Per questo Rolland e colleghi hanno deciso di non concentrarsi su proteine già note per il loro legame a qualche malattia o comunque interessanti per qualche altro motivo, ma di intraprendere un’analisi sistematica di tutte le interazioni fra proteine. Nell’articolo ora pubblicato riportano i primi risultati di questo enorme programma, relativi all’analisi dettagliata di 14.000 interazioni binarie fra proteine.

Il risultato più significativo della ricerca, spiega Roth, è stata la scoperta che “le proteine associate a una stessa malattia hanno una più elevata propensione a connettersi e interagire fra loro, e quindi è possibile utilizzare questa rete di interazioni come strumento di previsione per trovare nuove proteine tumorali, e i geni che le codificano”.

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