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Fumo passivo: otto italiani su dieci ne ignorano i pericoli

Otto italiani su 10 non sanno che il fumo passivo puo’ provocare il cancro del polmone. Tant’e’ che il 71 per cento dei connazionali fuma regolarmente in luoghi chiusi.

Il 49% dichiara anche di fumare in presenza di bambini e solo il 45 per cento cambierebbe il suo stile di vita per prevenire la neoplasia. Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) su oltre 3.000 cittadini. smoking_brainLa indagine fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sul tumore del polmone, promossa dall’AIOM e che parte oggi a Torino.

“Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui – ha detto Silvia Novello dell’Azienda Ospedaliera San Luigi di Orbassano Torino e Presidente WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe) – determina il 90 per cento del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo e’ un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30 per cento le probabilita’ di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni”.

L’AIOM ha realizzato anche un’indagine fra i propri soci ed e’ prevista la diffusione in tutti i centri di oncologia della penisola di due opuscoli informativi: uno sui danni del fumo passivo (e attivo), da distribuire anche negli ambulatori dei medici di medicina generale, l’altro su come affrontare al meglio questa neoplasia, destinato ai pazienti e ai familiari. Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno. “Il 25 per cento della popolazione italiana e’ esposto ai suoi rischi “, ha detto Giorgio Scagliotti, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Universita’ di Torino. “Le sigarette possono trasformare il salotto di casa o la abitacolo della automobile in vere e proprie camere a gas. Sarebbe opportuno – ha concluso – estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi”.

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