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Papilloma virus: il rivoluzionario test. Attesa ridotta a 60 minuti

Servivano giorni per i risultati, adesso a Roma, Milano e in due Asl della Sardegna basta solo un’ora. Tutto è stato automatizzato

Papilloma virus, la rivoluzione del test veloce in 60 minuti di ELVIRA NASELLIDA 5-10 giorni ad appena 60 minuti. La rivoluzione passa per un’apparecchiatura che si chiama Genexpert, prodotta dalla statunitense Cepheid, un sistema per la diagnosi molecolare in grado di rivelare in appena un’ora se una donna è positiva ad uno dei ceppi del virus Hpv più a rischio di sviluppare un tumore del collo dell’utero.

Quarta in Italia all’ospedale Fatebenefratelli dell’isola Tiberina di Roma (è già in uso al Centro diagnostico italiano di Milano e, in Sardegna, nella Asl di Nuoro e di Ozieri) l’apparecchiatura consente – in tempi rapidissimi – di avere la stessa accuratezza di risposta nell’individuare i 14 genotipi del papilloma virus umano identificati come ad alto rischio precancerogeno, in particolare le varietà 16, 18 e 45, che risultano associate a circa due terzi dei casi di tumore della cervice uterina. Le modalità dell’esame, che a Roma è offerto senza prenotazione, al costo di 50 euro, analogo al test tradizionale (info 06.6837898), non cambiano: prelievo di cellule cervicali con un tampone (come per il pap test), trasferimento di 1 ml di campione in una cartuccia e poi nell’apparecchiatura, in grado, nella sua versione di maggiore portata, di analizzare 500-800 campioni in 8 ore.

L’Hpv è un virus subdolo e diffusissimo, tanto che si stima che 8 donne su 10 nel corso della vita siano state infettate. La stragrande maggioranza guarisce spontaneamente grazie alla risposta immunitaria. “Per fortuna le percentuali di malattia sono basse – ragiona Fabrizio Papa, patologo clinico all’Uoc del Fatebenefratelli – diciamo che su 16.000 donne con infezione Hpv, in due anni circa l’80 per cento guarisce spontaneamente. Sulle 3200 che restano può esserci una persistenza del virus con alterazioni cellulari nel 2,5% dei casi. Di questa quota il 10 per cento sviluppa cancro del collo dell’utero in dieci anni”.

Il vaccino per l’Hpv cancellerà in prospettiva questo tipo di tumore? “Bisogna stare attenti a non dare falsi sensi di sicurezza – spiega Mauro Rongioletti, responsabile della Diagnostica Molecolare dell’ospedale romano – il vaccino è solo preventivo, l’adesione è bassa, circa il 60%, e in più non dà protezione assoluta ma solo contro un numero limitato di ceppi. Quindi, poiché la trasmissione più nota resta quella per via sessuale, è importante l’utilizzo del profilattico. Il vaccino andrebbe somministrato anche ai maschi, come si fa in altri paesi”.
L’Hpv test non manda in soffitta il pap test ma gli si affianca anche se il Piemonte, prima regione, ha deciso di effettuare l’Hpv test. “Oggi non abbiamo ancora un marcatore ideale di potenziale effetto oncogeno del virus – spiega Edoardo Valli, ginecologo al Fatebenefratelli – e per questo dobbiamo usare in combinazione pap e Hpv test, al più basso costo possibile. Le indicazioni per lo screening prevedono di non proporre nulla sotto i 21 anni, tra 21 e 29 anni, la fascia in cui è più alta l’infezione, è suggerito il pap test ogni 3 anni, da 30 a 65 anni pap test e Hpv test, sopra i 65 non è previsto screening. In caso di positività a pap o Hpv test, si passa a successivi approfondimenti”.

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