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Cancro al seno: in arrivo terapie più aggressive

Il prof. Cognetti: cosi’ possiamo migliorare la sopravvivenza (askanews) – Roma, 15 dic 2014 – I nanofarmaci sono efficaci nel trattamento del tumore del seno in stadio iniziale ad alto rischio.


In particolare nab-paclitaxel, somministrato prima dell’intervento chirurgico, ha dimostrato nelle pazienti colpite da questo tipo di cancro di migliorare del 9% la risposta patologica completa. brest_cancer“Si tratta di un parametro molto importante – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ -, perché consiste nell’assenza di tumore invasivo sia nel seno che nei linfonodi ed e’ strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioe’ alla sopravvivenza”. I risultati vengono dallo studio “GeparSepto” di fase III, presentato al piu’ importante congresso al mondo sul tumore del seno, il San Antonio Breast Cancer Symposium, che si e’ svolto la scorsa settimana a San Antonio (USA).

Il trial indipendente, condotto dal German Breast Group (GBG) in associazione con il gruppo di studio German AGO-B, ha coinvolto piu’ di 1.200 donne: il 38% delle pazienti trattate con nab-paclitaxel prima della chirurgia (neoadiuvante) ha raggiunto la risposta patologica completa rispetto al 29% di coloro che hanno ricevuto (prima dell’intervento chirurgico) il trattamento costituito da paclitaxel nella formulazione tradizionale seguito da epirubicina e ciclofosfamide.

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