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Dal peso della gestante si determina il sesso del nascituro? Uno studio

Curioso studio della University of Georgia. Le mamme dei maschi tendono ad ingrassare di più. Analisi condotta su 68 milioni di nascite dal 1990 ad oggi

I presunti metodi a riguardo sono infiniti. Tramandate di madre in figlia, forma della pancia, frequenza negli episodi di nausea ed eruzioni cutanee sul viso sono solo alcune delle caratteristiche a cui prestare attenzione per prevedere ancor prima dell’ecografia o dell’amniocentesi se il bebè che si porta in grembo è maschio o femmina. Indovinare non è poi così difficile, le possibilità sono 50 e 50. Eppure, secondo uno studio da poco pubblicato sulla rivista PLOS One, alcuni segnali del corpo potrebbero veramente far prevedere il sesso. Un esempio? L’aumento di peso corporeo. Meno è marcato è le possibilità che sia femmina aumentano.

Ad affermarlo è la professoressa Kristen Navara, endocrinologa presso la University of Georgia (Stati Uniti).

A lei va il merito di aver analizzato una mole impressionante di dati, oltre 68 milioni di parti avvenuti negli Stati Uniti negli ultimi 23 anni. Dalle statistiche è emerso che ad un aumento di peso corporeo a termine pari a 8 chilogrammi corrisponde una probabilità di concepire un maschio pari al 49%. Quando i chili sono 15 le probabilità aumentano al 52.5%. Oltre, quando i chili sono 20, si arriva al 54%.

Risultati che al momento non trovano ancora una spiegazione scientifica certa. Secondo quanto dichiara la Navara sembrerebbe questione di metabolismo del feto. «Gli embrioni di sesso maschile -spiega l’esperta- possiedono un metabolismo più elevato.Ciò significa che richiedono maggiore energia -e quindi maggior nutrimento- per svilupparsi correttamente». Attenzione però a non considerare lo studio una pura e semplice curiosità. Secondo gli autori dell’analisi uno scarso aumento di peso della madre nei casi di sesso maschile potrebbe essere una condizione poco ottimale per lo sviluppo del feto.

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