Vescica iperattiva: efficace la …

Contro la sindrome de…

Identificato il gene della "feli…

Si chiama Maoa ed e' il g…

Nuovo metodo per ottenere cellul…

Possibile rivoluzione nel…

Sonno disturbato compromette i p…

La scarsa qualità del son…

Second Sight annuncia il success…

E’ la prova per il contin…

Dalla Ginecologia dell’Ospedale …

Unità Operativa Complessa…

DAI POMODORI ITALIANI UNA PILLOL…

[caption id="attachment_9…

Linfoma: un gene chiave implicat…

I risultati di una nuova …

Cure oncologiche e palliative va…

La Società europea di onc…

Infarto del miocardio: uomini pa…

Rispetto alle donne, gli …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Il cervello non ha le stesse capacità autorigenerative del cuore

Contrariamente a quanto si pensava prima, i tessuti dei diversi organi hanno capacita’ molto diverse di riparare i danni al Dna.

Il cuore, ad esempio, ha maggiori capacita’ “autoriparanti”, seguito dall’intestino, dai reni, dalla milza, dai testicoli e dai polmoni. Il cervello, invece, non ha mostrato alcuna abilita’ di riparare i danni al suo Dna. Questo e’ quanto emerso da uno studio della Nova Southeastern University pubblicato sulla rivista Photochemistry and Photobiology.  Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti in cellule murine in coltura, ma sulla base di studi precedenti i ricercatori hanno scoperto che lo stesso vale anche per gli esseri umani.

Gli studiosi hanno esposto cellule derivate dal tessuto di ogni organo a una dose definita di raggi ultravioletti germicidi, causando gravi danni al Dna. Anche se ci sono cinque tipi diversi di riparazione del Dna, i ricercatori hanno concentrato la loro attenzione sulla cosiddetta “riparazione per escissione di nucleotidi”. Questo tipo di riparazione del Dna e’ un processo complicato che richiede un elevato livello di investimento metabolico da parte della cellula.

Le cellule cerebrali possono concentrare le loro energie su altre attivita’ piu’ importanti ed essenziali. “Il corpo umano non e’ stato progettato per vivere oltre 30 o 40 anni, cosi’ i nostri cervelli non hanno come priorita’ la riparazione del Dna rispetto ad altre funzioni necessarie”, ha detto Jean Latimer, una delle autrici dello studio. “I nostri cervelli non sono spesso fisicamente preparati a durare quanto la scienza medica sta permettendo al nostro corpo di vivere.
Questi risultati potrebbero aiutare a spiegare la causa principale dietro la perdita di memoria e la demenza”, ha concluso.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!