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‘NOVAIR’ – Broncopneumopatia Cronico Ostruttiva. Motivare il paziente a combattere per una buona qualità di vita: il ruolo delle terapie innovative

bpcoFirenze 15-17 febbraio 2015 

  • La BPCO è tra le patologie croniche più invalidanti al mondo e colpisce oltre 3.000.000 di persone solo in Italia. Diagnosi e inquadramento clinico avvengono in ritardo con dirette conseguenze sulla progressione della patologia. Strategie d’intervento e terapie innovative a favore di una migliore qualità di vita del paziente i temi al centro del dibattito durante il convegno Novair 
  • Presto anche in Italia indacaterolo/glicopirronio, la prima terapia per la duplice broncodilatazione, che ha dimostrato di migliorare la sintomatologia dei pazienti con BPCO e guadagnare 16 giorni liberi da sintomi (nell’arco di 6 mesi, studio SHINE2), con benefici in termini di performance fisica e qualità della vita 

Nell’ultima giornata del convegno Novair sarà approfondito l’accesso alle terapie innovative ed il ruolo che ricoprono nel migliorare la qualità di vita del paziente affetto da BPCO.

“La BPCO è una malattia cronica invalidante caratterizzata da lenti e progressivi mutamenti strutturali dell’apparato respiratorio con una conseguente limitazione al passaggio dell’aria attraverso i bronchi, il che conduce gradualmente alla sensazione di difficoltà respiratoria fino ad una vera e propria “fame d’aria”. spiega Pierluigi Paggiaro, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università degli Studi di Pisa. La dispnea, insieme alla tosse persistente spesso associata a catarro, sono i sintomi principali. In Italia ne soffre il 6% della popolazione; solo in Toscana si stimano 200.000 casi.”

 

Questa patologia riduce progressivamente la capacità di movimento dei pazienti: difficoltà a salir le scale, affanno a passeggiare fino a dovere rinunciare a camminare per brevi tragitti, e a trovare molto difficoltose semplici attività quotidiane come vestirsi o lavarsi. La crescente fatica induce il paziente ad auto-limitarsi nell’attività fisica, con un conseguente peggioramento della qualità della vita e della prospettiva di sopravvivenza.

 

L’età d’insorgenza è spesso intorno ai 50 anni d’età, dunque nel pieno delle attività lavorative e i sintomi diventano più invalidanti con il progredire dell’età. Dunque è importante non trascurare i primi campanelli d’allarme rivolgendosi tempestivamente allo pneumolgo per valutare la necessità di un approfondimento con test spirometrico.

Secondo le linee guida GOLD, il movimento costante quotidiano, insieme ad una corretta pratica clinica sono alla base di una gestione efficace del paziente nel lungo termine.

 

Nell’ambito del convegno sono state presentate nuove evidenze cliniche dallo studio INSTEAD1 condotto su più di 500 pazienti con BPCO moderata che evidenziano come, nei pazienti a basso rischio di riacutizzazioni, l’indacaterolo un broncodilatatore a lunga durata d’azione di ultima generazione, permetta una terapia di mantenimento senza l’aggiunta di un farmaco corticosteroiodeo.

 

I risultati evidenziano che il ricorso alla monoterapia con broncodilatatore a lunga durata d’azione è sufficiente, in questi pazienti a basso rischio, per controllare i sintomi, prevenire le riacutizzazioni e non comporta alcuna perdita di funzione polmonare. – Afferma Andrea Rossi, Professore di Medicina Respiratoria presso l’Università di Verona – Sospendere l’utilizzo di corticosteroidi, terapia non prevista in questi casi dai documenti delle Società Scientifiche, sebbene spesso erroneamente impiegata, si traduce per il paziente in minori effetti collaterali quali cataratta, osteoporosi ed un aumento del rischio di casi di polmoniti, con un impatto significativo sulla qualità di vita”.

Secondo le linee guida, il ricorso ai farmaci broncodilatatori, è fondamentale per rallentare il progredire della patologia e aiutare il paziente a mantenere una performance fisica quotidiana.

 

A questo proposito al Convegno Novair verrano condivise importanti evidenze cliniche dello Studio multicentrico Shine, che ha coinvolto più di 2.000 pazienti.

Lo studio ha confermato come i pazienti trattati con la co-formulazione indacaterolo/glicopirronio, oltre al miglioramento della funzionalità polmonare, guadagnino 16 giorni liberi dai sintomi nell’arco temporale dei 6 mesi rispetto alla terapia farmacologica con un solo broncodilatatore.

 

“I risultati dello studio Shine2 rappresentano un traguardo importante, afferma Francesco Blasi, Ordinario di Malattie Respiratorie all’Università di Milano, IRCCS Fondazione Cà Granda Policlinico – perché permette di riprendere una vita attiva, tornare a svolgere attività quotidiane, prendersi cura di se stessi, soprattutto al mattino, il momento più difficile della giornata per la maggior parte dei nostri pazienti. Sono risultati che pongono le basi per una migliore gestione della BPCO e per favorire un reale cambiamento nello stile di vita”.

 

Il ruolo delle terapie non è solo limitato alla gestione dei sintomi, ma rappresenta un tassello fondamentale di quell’insieme di fattori che aiutano il paziente a non lasciarsi andare e trovare la giusta motivazione per mantenere una buona qualità di vita con un impatto importante sul rallentamento della progressione della BPCO.

 

  • Rossi et al INSTEAD: a randomised switch trial of indacaterol versus salmeterol/fluticasone in moderate COPD
  • Bateman ED et al. Dual bronchodilation with QVA149 versus single bronchodilator therapy: the SHINE study. Eur Respir J. 2013;42(6):1484-1494

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disclaimer

Il presente comunicato contiene dichiarazioni, implicite o esplicite, relative al futuro, che possono essere identificate dall’utilizzo di termini quali “lancia,” “lancio,” “impegno,” “impegnata,” “intende,” o espressioni simili. Tali dichiarazioni riflettono le attuali opinioni del Gruppo riguardo al futuro e coinvolgono rischi noti e ignoti, incertezze e altri fattori che possono far sì che i risultati effettivi siano sostanzialmente diversi da quelli implicate o espresso da tali dichiarazioni. Su queste aspettative potrebbero influire, tra le altre cose, rischi e fattori menzionati nell’attuale Modulo 20-F di Novartis AG depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense. Novartis fornisce le informazioni contenute in questo comunicato stampa così come sono alla data di oggi e non si assume l’obbligo di aggiornarle nel futuro.

Le informazioni contenute in questo comunicato sono la traduzione del comunicato stampa emesso da Novartis AG il giorno 24/01/2014.

 

 

Novartis

Novartis fornisce soluzioni terapeutiche innovative, in grado di far fronte alle esigenze in continua evoluzione dei pazienti e della società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portfolio diversificato, per meglio rispondere a queste esigenze: medicinali innovativi, farmaci per la cura degli occhi, generici a costi competitivi, vaccini preventivi e prodotti da banco. Novartis è la sola azienda al mondo a detenere una leadership in tutte queste aree. Nel 2014 le attività del Gruppo hanno registrato un fatturato di 58 miliardi di dollari, a fronte di investimenti in R&S in tutto il Gruppo pari a circa 9,9 miliardi di dollari (9,6 miliardi di dollari escluse le svalutazioni e gli ammortamenti). Le società del Gruppo Novartis contano circa 130.000 collaboratori a tempo pieno. I prodotti Novartis sono disponibili in oltre 180 Paesi del mondo. Per ulteriori informazioni, visitare http://www.novartis.it e http:// www.novartis.com

 

 

Sandoz

Sandoz, società del Gruppo Novartis, è leader globale nella produzione e commercializzazione di medicinali generici equivalenti.

Presente in oltre 160 paesi e con oltre 26.500 collaboratori in tutto il mondo, Sandoz offre un ampio portafoglio di farmaci equivalenti di qualità a un prezzo accessibile.

Con un fatturato globale di 9.2 miliardi di dollari nel 2013, Sandoz ha un portafoglio prodotti di circa 1100 molecole e detiene la leadership a livello mondiale nel settore dei Biosimilari, nonché nelle aree off-patent degli iniettivi-oncologici, di oftalmologia, di dermatologia e degli antibiotici.

I prodotti Sandoz sono presenti nelle principali aree terapeutiche e comprendono farmaci per il sistema cardiovascolare, trattamenti per il sistema nervoso centrale e nell’area del dolore cronico, farmaci per i disturbi del tratto gastrointestinale e del metabolismo, terapie oncologiche e respiratorie e trattamenti per il sangue e gli organi emopoietici. Sandoz sviluppa, produce e commercializza questi farmaci così come i principi attivi farmaceutici e biotecnologici e si contraddistingue grazie alla sua abilità nello sviluppare e produrre prodotti complessi a valore aggiunto, che rappresentano quasi la metà del portafoglio di Sandoz.

Oltre alla forte crescita organica degli ultimi anni, Sandoz ha operato una serie di acquisizioni tra cui Lek (Slovenia), Sabex (Canada), Hexal (Germania), Eon Labs (USA), EBEWE Pharma (Austria), Oriel Therapeutics (USA), Falcon (USA) e Fougera (USA).

Per saperne di più: www.sandoz.it; www.sandoz.com

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