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#TakeIronSeriously Giornata della Carenza di ferro: al via la campagna per sensibilizzare sul ruolo vitale del ferro, troppo spesso trascurato

• Nel mondo 1 persona su 3 soffre di carenza di ferro.
• Donne in età fertile, future mamme e bambini sotto i 5 anni tra i soggetti più colpiti dal deficit marziale.
• Da oggi online il sito web www.takeironseriously.com/it che invita a ‘prendere sul serio il ferro’ per non mettere a rischio la propria salute e il benessere psicofisico.
• La campagna è supportata dalle organizzazioni internazionali Anemia Community, CROI, Global Heart Hub, Heart Failure Policy Network e European Kidney Alliance.

Roma, 26 novembre 2020 – Si celebra oggi la Giornata Internazionale della Carenza di ferro (Iron Deficiency Day), istituita nel 2015 con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul ruolo vitale del ferro per l’organismo e sui rischi legati alla sua carenza1, in particolar modo nelle donne in età fertile, nelle future mamme e nei bambini sotto i cinque anni, che sono tra i soggetti maggiormente interessati dal problema, a causa di una perdita eccesiva o di un aumentato fabbisogno del ferro per la crescita.

 

La carenza marziale, con o senza anemia, colpisce un terzo della popolazione mondiale2, eppure resta un problema ampiamente trascurato e sotto diagnosticato, benché sia facilmente identificabile con un esame del sangue. Per promuovere una corretta informazione e aiutare a riconoscere precocemente i sintomi, è da oggi online il sito www.takeironseriously.com/it, che invita le persone di tutte le età a “prendere sul serio il ferro” per non mettere a rischio la propria salute o aggravare il decorso di malattie croniche sottostanti.

 

La Giornata 2020 è supportata dalle organizzazioni internazionali Anemia Community, CROI, Global Heart Hub, Heart Failure Policy Network e European Kidney Alliance, per sensibilizzare sugli effetti del deficit marziale anche nei pazienti con scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica e malattie croniche intestinali.

 

Il ferro è un elemento essenziale per mantenere le funzioni vitali: interviene nella produzione dei globuli rossi, assicura un efficace funzionamento di cuore e cervello e rafforza il sistema immunitario, proteggendo da infezioni e malattie. Senza sufficiente ferro a disposizione, il corpo umano non può funzionare correttamente e l’impatto sulla salute e sulla qualità di vita è notevole: affaticamento, mal di testa, fiato corto, pallore, fragilità di unghie e capelli, vulnerabilità alle infezioni, irritabilità, scarsa concentrazione sono i sintomi più comuni, che possono manifestarsi a qualsiasi età, anche se sono più frequenti in determinate fasi della vita e in presenza di alcune malattie croniche.

 

A fare i conti con la carenza di ferro è soprattutto l’universo femminile: durante la vita fertile 1 donna su 33 vive questa condizione, a causa di mestruazioni abbondanti (interessano il 10%4 delle donne, che ‘in quei giorni’ necessitano di introdurre il doppio del ferro con la dieta5), problemi di cattivo assorbimento o carenze alimentari. Se le perdite non sono adeguatamente compensate, l’organismo va in deficit marziale, condizione che può portare all’anemia sideropenica (valori di emoglobina al di sotto di 12 g/dl), con conseguente stanchezza cronica e altri sintomi debilitanti che si ripercuotono sul benessere psico-fisico, il desiderio sessuale, la produttività.

 

“Particolarmente delicato è il periodo della gestazione, durante il quale raddoppia il fabbisogno di ferro per la crescita della placenta e per lo sviluppo cerebrale e del sistema immunitario del feto – afferma Antonio Ragusa, Direttore UOC di Ostetricia e Ginecologia, Ospedale Fatebenefratelli di Roma. Tuttavia, almeno il 30% delle future mamme inizia la gravidanza senza adeguate scorte di ferro, aumentando il rischio di parto prematuro e di basso peso del bambino alla nascita. Arrivare al termine della gestazione con riserve di ferro depauperate può essere molto pericoloso per la donna, se si considera che l’emorragia ostetrica è la prima causa di mortalità e grave morbosità materna in Italia. La carenza di ferro può perdurare anche nel puerperio, esasperando lo stress emotivo e la sensazione di stanchezza fisica, e predisponendo ad andare incontro a scarsa produzione di latte e depressione post partum. Per tutti questi motivi è fondamentale identificare le donne a rischio e correggere l’anemia prima o all’inizio della gravidanza”.

 

Nonostante l’importanza del ferro per la salute materna e del nascituro, si stima che il 90% delle future mamme non ne assuma a sufficienza durante la gestazione6, trascurando che durante l’ultimo trimestre il feto immagazzina l’80% del ferro di cui avrà bisogno per la crescita nei primi sei mesi di vita7. Nei più piccoli, la carenza di ferro può compromettere significativamente lo sviluppo cognitivo e motorio.

 

A richiedere una particolare attenzione sono anche le gravi conseguenze della carenza di ferro sulla salute dei pazienti affetti da patologie croniche infiammatorie. Il deficit marziale interessa fino al 50% dei pazienti con malattia renale cronica (stadio 2-5) e all’incirca il 70% dei pazienti che iniziano il trattamento dialitico8. Il 50% dei pazienti affetti da scompenso cardiaco8 ha una qualche forma di carenza di ferro che interferisce con la produzione di energia muscolare, che correla direttamente con i sintomi e la sopravvivenza del paziente.

 

“Fino al 50% dei soggetti affetti da scompenso cardiaco è interessato da carenza di ferro, con o senza anemia, condizione che interferisce con la produzione di energia muscolare, peggiorando la performance dei pazienti e la loro qualità di vita. Per questo motivo, una corretta diagnosi e una gestione appropriata della carenza di ferro sono fondamentali – spiegaFabrizio Oliva, Direttore Cardiologia 1, Cardio Center De Gasperis, Ospedale Niguarda, Milano. Studi scientifici hanno infatti evidenziato come correggendo il deficit marziale è possibile migliorare il metabolismo energetico e la capacità funzionale del paziente, contribuendo a ridurre in maniera significativa le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco”.

 

“La carenza di ferro è una condizione comune, presente fino nel 60% delle persone affette da malattia renale cronica. Può aggravarne la condizione di anemia – rendendo meno efficace il trattamento con eritropoietina – o addirittura precederla – spiega Pietro Manuel Ferraro, Professore Associato in Nefrologia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Poiché l’anemia e la carenza di ferro impattano in modo significativo sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza delle persone con nefropatia, è importante che tali condizioni vengano adeguatamente riconosciute e trattate. In particolare, nelle persone con nefropatia va valutato in modo completo l’assetto marziale, che dovrebbe essere interpretato da uno specialista in considerazione della peculiarità di questa condizione, e laddove indicato instaurata una adeguata supplementazione di ferro”.

 

La diagnosi di carenza di ferro viene effettuata mediante un semplice esame del sangue che misura i livelli di emoglobina (il principale componente dei globuli rossi, responsabili del trasporto dell’ossigeno dai polmoni verso tessuti e organi), la ferritina sierica (che misura i depositi di ferro presenti nell’organismo) e la percentuale di saturazione della transferrina (che indica quanto del ferro disponibile può essere utilizzato per produrre nuovi globuli rossi).

 

La campagna #TakeIronSeriously intende sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere i sintomi della carenza di ferro e rivolgersi al proprio medico di fiducia, il primo passo per una diagnosi corretta e l’impostazione di una cura appropriata.

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Bibliografia

  1. Hassan, Tamer Hasan et al. “Impact of Iron Deficiency Anemia on the Function of the Immune System in Children.” Ed. Esaki M. Shankar. Medicine 95.47 (2016): e5395. PMC. Web. 12 June 2018.
  2. Peyrin-Biroulet L, et al. Guidelines on the diagnosis and treatment of iron deficiency across indications: a systematic review. Am J Clin Nutr. 2015;102(6):1585-94.
  3. Hercberg S, et al. Iron deficiency in Europe. Public Health Nutr. 2007;4 (2b).
  4. Hurrell R, Egli I. Iron bioavailability and dietary reference values. Am J Clin Nutr. 2010; 91:1461-1467, doi: 10.3945/ajcn.2010.28674F
  5. Zimmermann M., Hurrell R. Nutritional iron deficiency. Lancet 2007; 370:511-520.
  6. Milman N. Prepartum anaemia: prevention and treatment. Ann Hematol. 2008;87(12):949-59.
  7. Rao R. Georgieff MK. Iron in fetal and neonatal nutrition Semin Fetal Neonatal Med. 2007; 12(1):54-63, doi: 10.1016/j.siny.2006.10.007
  8. Cappellini MD et al. Iron deficiency across chronic inflammatory conditions: International expert opinion on definition, diagnosis, and management. Am J Hematol. 2017 Oct;92(10):1068-1078.

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Vifor Pharma Group

Vifor Pharma Group è una società farmaceutica globale con sede in Svizzera. La società è il partner di riferimento per prodotti farmaceutici e soluzioni innovative incentrate sul paziente. Vifor Pharma Group si impegna ad aiutare i pazienti di tutto il mondo con malattie croniche a raggiungere una sempre migliore qualità della vita. Vifor Pharma Group comprende le seguenti società: Vifor Pharma; Vifor Fresenius Medical Care Renal Pharma (una società comune con Fresenius Medical Care); Relypsa. Vifor Pharma Group è quotata alla Borsa svizzera (SIX Swiss Exchange, VIFN, ISIN: CH0364749348).

 

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La carenza di ferro

Sebbene la carenza di ferro possa colpire chiunque, è più diffusa nelle donne in premenopausa, nelle donne in gravidanza e nei bambini di età inferiore ai cinque anni. Se non trattato, può evolvere in anemia sideropenica. Gli effetti della carenza di ferro differiscono da persona a persona, ma possono essere collegati a un declino della salute e del benessere generale. Anche senza anemia, la carenza di ferro può essere debilitante, esacerbare una malattia cronica sottostante e portare ad un aumento della morbilità e della mortalità. Sintomi comuni includono affaticamento, pallore della pelle, unghie fragili, desiderio di ingerire prodotti non alimentari come argilla e ghiaccio, incapacità di concentrazione. Nei bambini, la carenza di ferro può compromettere significativamente lo sviluppo cognitivo e motorio.

 

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