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Un gene, scultore molecolare, alla base della schizofrenia

Frammento doppia elica

Frammento doppia elica

ROMA – Un gene che si comporta come uno «scultore molecolare», modificando la struttura di alcune aree del cervello, sarebbe più espresso negli schizofrenici. Lo ha scoperto uno studio condotto dall’università di Bari in collaborazione con il laboratorio Gene Cognition and Psychosis Program del National Institutes of Mental Health (Nih) di Bethesda, Maryland, Stati Uniti. Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista Nature Medicine. I ricercatori hanno analizzato le varianti del gene che produce il canale del potassio su 1.100 pazienti con schizofrenia e 1.700 soggetti sani. Finora si conosceva solo una proteina codificata da questo gene, che si trova sia nel cervello che nel cuore. Gli psichiatri hanno invece trovato una nuova variante proteica codificata da questo gene che aumenterebbe del 2% il rischio di sviluppare schizofrenia.

Connessione sinaptica e presinaptica

Connessione sinaptica e presinaptica

«Il prossimo passo – ha dichiarato Alessandro Bertolino, del dipartimento di Neurologia e Psichiatria dell’università di Bari – sarà indagare in che modo questa variante influisce sull’efficacia dei farmaci in uso contro la schizofrenia. Comunque, questa scoperta potrebbe portare alla produzione di farmaci più specifici e meno pericolosi». Per capire il ruolo di questa variante, i ricercatori hanno analizzato, mediante risonanza magnetica, il cervello di soggetti schizofrenici rispetto a quello di persone sane. Dalle immagini ottenute, gli scienziati hanno concluso che l’aumento della variante del gene porterebbe ad un’alterazione della struttura del cervello, in particolare ad una riduzione del volume a livello dell’ippocampo e della corteccia prefrontale. Infine, i ricercatori hanno indagato quali sono le conseguenza a livello dell’attività dei singoli neuroni scoprendo che nei pazienti con schizofrenia questa nuova proteina produrrebbe una ‘rigidità neuronale’.

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