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Anomalie cardiache del feto diagnosticabili dal quinto mese.

Un nuovo sistema di monitoraggio cardiaco del feto più preciso, che permette di scoprire, già dal quinto mese di gravidanza, eventuali anomalie del cuore così da ridurre i rischi per il piccolo durante il parto. Lo hanno messo a punto i ricercatori del Gipsa-lab Département Images-Signal di Grenoble (Francia) e del Mit Division of Health Sciences and Technologie di Boston (Usa). Il nuovo sistema è in grado di ‘isolare’ e registrare con grande precisione il ritmo e la forma del segnale cardiaco fetale: due elementi in grado di segnalare complicazioni come malformazioni, infezioni, problemi del cordone.

Oggi l’ecografia e l’elettrocardiogramma non sono sufficientemente sensibili per ottenere diagnosi precoci delle anomalie del cuore. La novità è stata sviluppata da Reza Sameni, dottorando di Grenoble al Gipsa-lab, che ha realizzato una nuova tecnica per ‘leggere’ e ‘separare’ i segnali di un Ecg del feto registrato da una rete di elettrodi posizionati sul ventre materno.


Già dal secondo trimestre di gravidanza la futura mamma potrà portare una larga cintura attorno all’addome munita di elettrodi. Il prototipo ne prevede 32, ma – dicono i ricercatori – il numero sarà minore nella realizzazione finale. I dati registrati da angolazioni differenti attraverso gli elettrodi vengono analizzati da un apparecchio di monitoraggio con un nuovo algoritmo che, a sua volta, separa i differenti segnali. Alla fine il medico ottiene un’immagine molto precisa dei segnali utili per l’osservazione dell’attività cardiaca, senza temere di trascurare qualche anomalia. Il sistema potrebbe essere utilizzato anche negli adulti per il monitoraggio in tempo reale dell’attività del cuore, quando è necessaria la sorveglianza continua.

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