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Sequenziato il genoma del parassita responsabile della schistomiasi

Uova Schistosoma mansoni

Uova Schistosoma mansoni

Sono 200 milioni le persone colpite ogni anno dalla schistomiasi: grazie al sequenziamento del genoma dei parassiti responsabili, si potrebbero progettare composti che blocchino in modo specifico le proteine necessarie ai parassiti per sopravvivere nell’uomo.

Il sequenziamento genetico di due specie di platelminti parassiti che causano la schistosomiasi è stato portato a termine dai National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), che fa parte dei National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti.


La schistosomiasi colpisce ogni anno circa 200 milioni di persone nel mondo, 20 milioni delle quali vanno incontro a serie disabilità a causa di anemia grave, diarrea cronica, emorragie interne e danni d’organo causati dal verme e dalle sue uova o delle reazioni immunitarie che essi provocano. Sebbene sia più conosciuta per la patologia cronica che determina, la schistosomiasi ha una notevole mortalità: nella sola Africa sub-sahariana uccide circa 280.000 persone ogni anno.

Quelli di Schistosoma mansoni e Schistosoma japonicum, questi i nomi scientifici dei due parassiti, sono i primi genomi a essere stati sequenziati nel clade dei Lophotrochozoa, che include numerosi altri platelminti, parassiti e no, come pure anellidi.

Secondo quanto riportato sulla rivista “Nature”. L’informazione ottenuta grazie alla ricerca potrebbe aprire la strada alla progettazione di farmaci e altri composti in grado di contrastare in modo specifico le proteine o altri prodotti genici richiesti dal parassita per aggredire e sopravvivere nell’uomo o nei molluschi gasteropodi, che rappresentano un ospite intermedio.


“L’infezione cronica da parassiti del genere Schistosoma rendono la vita molto penosa a milioni di persone nei paesi tropicali intorno al globo, fino a portare alla morte”, ha spiegato Anthony S. Fauci direttore del NIAID. “Anemia, febbre, fatica e altri sintomi possono rendere difficoltose anche le attività quotidiane, come lavorare o andare a scuola: c’è un estremo bisogno di nuovi farmaci e di altri interventi per ridurre l’impatto della patologia, che abbassa la qualità della vita e frena lo sviluppo economico.

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