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Melanoma: un biofarmaco che offre buone aspettative

(AGI) – Berlino, 23 set. – Raggi ultravioletti, lettini solari, nei, pelle chiara, precedenti familiari. Sono queste le cause piu’ comuni del melanoma, il piu’ aggressivo tumore della pelle che colpisce ogni anno 160.000 persone nel mondo e ha una sopravvivenza media non superiore ai 12 mesi. Piccoli passi avanti nella terapia vengono soprattutto dai farmaci biologici, e in particolare dal farmaco “affama-cancro” bevacizumab, che inibisce l’angiogenesi rendendo piu’ difficile, per il tumore, creare e diffondere i vasi sanguigni indispensabili per nutrirsi.Due studi iniziali presentati oggi a Berlino al congresso europeo di oncologia Ecco-Esmo dimostrano che bevacizumab, insieme alla chemioterapia, riduce il rischio di progressione del 22 per cento, e migliora la sopravvivenza complessiva mediamente di tre mesi, con una riduzione del rischio di morte del 21 per cento.

I pazienti sottoposti a terapia con chemio e farmaco biologico sono sopravvissuti 12,3 mesi, contro i 9,2 mesi della sola chemioterapia. “I risultati dello studio BEAM sono molto incoraggianti e impongono ulteriori ricerche”, ha dichiarato il dottor Steven O’Day, responsabile della Ricerca e direttore del programma per il Melanoma presso il The Angeles Clinic and Research Institute, California. “Per il melanoma maligno esistono attualmente cosi’ poche opzioni terapeutiche che meno del 5 per cento dei pazienti sopravvive oltre 5 anni, percio’ sono davvero felice delle evidenze di un possibile miglioramento degli esiti per questa devastante malattia”.

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