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Tumore alla tiroide: le zone vulcaniche presentano un’incidenza doppia di casi

Il sospetto di una responsabilità “naturale” dopo un recente studio, sull’incidenza di tumori tiroidei nelle popolazioni che vivono a ridosso di vulcani.

La tiroide

La tiroide

Le persone che vivono nei pressi delle aree vulcaniche avrebbero un rischio più alto di ammalarsi di tumore alla tiroide, addirittura doppio rispetto al resto della popolazione. Lo sostiene uno studio italiano coordinato da Gabriella Pellegriti dell’università di Catania e dell’Ospedale Garibaldi-Nesima pubblicato sulla rivista Journal of the National Cancer Institute.
L’incremento dei casi di cancro viene spesso giustamente attribuito a uno screening più capillare e alla diagnosi precoce, sottolinea lo studio. Ma, aggiunge, recenti evidenze indicano che questo potrebbe non essere la sola causa. Il gruppo di ricerca ha analizzato le nuove diagnosi relative al carcinoma della ghiandola endocrina in Sicilia fra il primo gennaio 2002 e il 31 dicembre 2004 e ha comparato i tumori individuati fra la popolazione di Catania che vive nei pressi dell’Etna con quelli del resto della Sicilia. È stato così scoperto che i residenti della provincia di Catania hanno un tasso di incidenza del carcinoma papillare della tiroide doppio rispetto al resto della popolazione che vive nell’isola, mentre risultano nella norma sono gli altri tipi di questa neoplasia, quello follicolare e quello midollare.

PARTICOLATI – Secondo gli autori il fenomeno sarebbe dovuto all’ambiente vulcanico che può produrre composti tossici quali particolati (le polveri sottili disperse nell’aria), gas ed elementi che potrebbero inquinare le acque. «L’aumento dei casi di cancro alla tiroide associati con l’ambiente vulcanico dell’Etna ci suggerisce che anche chi risiede in altre aree vulcaniche potrebbe essere più esposto a questo tipo di malattie – osservano i ricercatori -.
L’identificazione dei fattori di rischio potrebbe aiutarci a comprendere le cause che scatenano questa neoplasia in Europa e Nordamerica e a sviluppare misure di prevenzione mirate per gli abitanti delle aree a rischio». Il tumore della tiroide non è molto comune (costituisce l’1-2 per cento di tutti i tumori) e la forma papillare è sicuramente quella più frequente. La sopravvivenza è molto elevata, perché si tratta generalmente di una neoplasia poco aggressiva, che cresce molto lentamente e risulta poco invasiva. Le donne sono più colpite degli uomini e fra i fattori di rischio accertati c’è il cosiddetto gozzo tiroideo, una crescita benigna della ghiandola dovuta a carenza di iodio, che però predispone alla trasformazione maligna delle cellule.

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