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Meningite: nanoparticelle d’oro per diagnosi tempestive

La misura delle nanoparticelle

L’oro è ancora più prezioso: oltre a essere utilizzato per la realizzazione di gioielli, è infatti in grado di diagnosticare precocemente la meningite. È quanto emerge dallo studio condotto dai ricercatori della RMIT University di Melbourne, in Australia.
Al fine di contrastare la meningite meningococcica, una malattia che progredisce rapidamente e può portare a gravi complicazioni e persino alla morte, gli studiosi australiani hanno sviluppato un metodo diagnostico basato sull’uso di nanoparticelle d’oro che sarebbero in grado di individuare la patologia sin dai primi sintomi.

Le microparticelle sarebbero infatti capaci di identificare la presenza del Dna del batterio responsabile della malattia, il meningococco e, una volta individuato, di cambiare colore in modo da poterne indicare con esattezza la localizzazione. In questo modo, spiegano gli studiosi, la tecnica consentirebbe di intervenire tempestivamente per evitare lo sviluppo della meningite e prevenire l’insorgere di complicazioni gravi.

“Il nostro metodo diagnostico – spiega Sapna Thoduka, ricercatrice della RMIT University – potrebbe consentire di individuare più rapidamente i sintomi della meningite e intervenire in modo tempestivo, al fine di evitare le complicazioni e ridurre il numero dei decessi”.

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