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Ultrasuoni per diagnosi precise tumori della pelle

melanoma

Una nuova tecnica a base di ultrasuoni ad alta frequenza consente di distinguere i tumori della pelle tra maligni e benigni, differenziandoli in base all’elasticità e delineandone con precisione l’estensione: a sostenerlo è uno studio statunitense presentato dall’University of Maryland School of Medicine (UMSM) di Baltimora in occasione del meeting annuale della Radiological Society of North America svoltosi a Chicago (Stati Uniti). Le neoplasie cutanee benigne e maligne, spiegano i ricercatori, spesso posso apparire simili anche agli occhi dei dermatologi più esperti, soprattutto nelle fasi iniziali. Questa nuova tecnica, non invasiva, consente invece di distinguere i tumori maligni da quelli benigni misurandone l’elasticità: come spiegano i ricercatori, infatti, le neoplasie maligne sono più rigide rispetto ai quelle benigne.

Durante lo studio i ricercatori hanno utilizzato l’ultrasonografia per ottenere le immagini di un’ampia gamma di lesioni cutanee di 40 pazienti, tra tumori maligni (come il carcinoma a cellule squamose, il carcinoma delle cellule basali e il melanoma) e benigni (come il dermatofibroma).
Dopo aver calcolato, tramite l’utilizzo dell’elastografia, il rapporto fra l’elasticità della pelle sana e delle neoplasie, gli esperti sono riusciti a distinguere le lesioni benigne da quelle maligne poiché le prime erano caratterizzate da elevati livelli di elasticità rispetto alle seconde, che invece risultavano più rigide.
Gli ultrasuoni consentono, inoltre, di individuare con precisione la profondità del tumore, aiutando i medici nel trattamento: “La porzione visualizzata di una lesione cutanea può essere anche solo la ‘punta di un iceberg’ – afferma Eliot Siegel, presidente del dipartimento di Radiologia dell’University of Maryland School of Medicine -. L’ultrasonografia fornisce una risoluzione quasi microscopica, e permette di ricavare dimensioni, forma ed estensione precise del tumore da operare”.

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