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Abacavir: al Gemelli monitorati i pazienti che seguono questa terapia anti HIV

Roma, 23 feb – Un test genetico che riduce il rischio di reazione da ipersensibilita’ del farmaco antiretrovirale Abacavir, usato in combinazione con altri farmaci nel trattamento dell’infezione causata dal virus dell’HIV, e’ stato progettato e messo a punto dal gruppo di ricerca diretto dal prof. Pierluigi Navarra, dell’Istituto di Farmacologia della Cattolica di Roma.

Frutto di due anni di studio e di ricerca, il test e’ stato validato con il supporto della Clinica delle Malattie Infettive della Cattolica, diretta dal prof. Roberto Cauda, con il contributo della GlaxoSmithKline, produttrice del farmaco, che ha fornito i campioni per convalidare la metodica.

Il test e’ basato sulla tecnica innovativa della real-time PCR, di recente introduzione, che consente la rilevazione di specifiche sequenze di DNA. Questa metodica e’ in grado di individuare in tempi rapidi soggetti che, a causa del loro assetto genetico, sono predisposti a sviluppare reazioni avverse anche gravi dopo somministrazione del farmaco antiretrovirale Abacavir. Si tratta di uno dei primi esempi di applicazione nella pratica clinica della farmacogenomica, la branca della farmacologia che mira a personalizzare i trattamenti farmacologici sulla base della conoscenza del patrimonio genetico individuale.

Sono gia’ quaranta i pazienti in terapia sulla base dei risultati ottenuti dal test da oggi disponibile per i degenti e per i pazienti ambulatoriali del Policlinico Gemelli dietro presentazione di impegnativa del medico curante; e’ un procedimento diagnostico che va eseguito sotto la stretta supervisione dello specialista in malattie infettive.

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