Giornata contro l'AIDS: da IVI b…

IVI: La tecnica del lavag…

Bicocca e Auxologico studiano gl…

Parte domani una spedizio…

Adiuvanti, la marcia in più dei …

  Adiuvanti e nuove t…

Epidemie di allergie su cui sta …

Sei allergico ad alcuni a…

Onde d'urto stimolano la produzi…

Il trattamento con on…

Gli italiani non amano le aziend…

La prima indagine sulla r…

Cellule staminali riprogrammate:…

Le cellule staminali 'rip…

Boehringer Ingelheim presenta i …

L’associazione dell’inibi…

Cervello: il magazzino della mem…

Scienziati della Universi…

Il genoma degli oranghi potrebbe…

Per la prima volta in ass…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Il Silicio della birra che salva le ossa

“Chi beve birra campa 100 anni”: così recitava uno spot pubblicitario di qualche anno fa. Ora un nuovo studio di scienza e tecnologia della preparazione alimentare dell’Università della California a Davis ha dimostrato che qualcosa di vero nello slogan c’era, almeno per quanto riguarda la salute dello scheletro. Secondo quanto riferisce un articolo pubblicato sulla rivista Journal of the Science of Food and Agriculture sembra infatti che la bevanda rappresenti una significativa fonte di silicio, un ingrediente cruciale per il mantenimento della corretta densità minerale delle ossa.

La presenza di acido ortosilicico (H4SiO4) biodisponibile al 50 per cento, fa della birra l’alimento della dieta occidentale che fornisce all’organismo il maggior contributo di silicio, importante per la crescita e lo sviluppo dell’osso e del tessuto connettivo, come già sottolineato dai National Institutes of Health (NIH). I risultati di recenti studi hanno poi indotto a consigliare un moderato consumo di birra per contrastare l’osteoporosi.

In quest’ultimo studio, i ricercatori hanno cercato di andare più a fondo, cercando tra le diverse tipologie di birra quali fossero quelle con un più alto tenore di silicio. In particolare si è analizzato in che modo la maltazione dell’orzo, ovvero la germinazione del seme indotta dalla reidratazione artificiale, possa influire sul contenuto di acido ortosilicico del prodotto finale.

Si è trovato che i malti con il maggiore contenuto di silicio sono quelli di colore più tenue, cioè quelli che hanno subito un minore stress durante la lavorazione. I prodotti più scuri, come le varietà black malt, chocolate e roast barley ne contengono meno, per ragioni che rimangono ancora sconosciute.

La vera sorpresa viene però dall’analisi del luppolo che ha un contenuto di silicio quasi quadruplo rispetto al malto. Infine, i ricercatori hanno analizzato 100 birre presenti sul mercato, classificandole in base al contenuto di silicio, che è risultato variabile tra 6,4 e 56,5 mg/l.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!