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Test genetico per misurare incidenza parti prematuri: non lontano dalla realta’

Un giorno per lei potrebbe essere messo a punto un test genetico per misurare il rischio di parto prematuro: infatti sono stati trovati geni materni e fetali legati alla nascita di bebe’ pretermine.
La scoperta, di Roberto Romero dei National Institutes of Health di Bethesda, e’ stata presentata al meeting della Society for Material-Fetal Medicine in corso a Chicago.
Si tratta di geni legati al sistema immunitario e piu’ precisamente alle reazioni infiammatorie alle infezioni; secondo gli esperti cio’ e’ spiegabile come risultato di un meccanismo difensivo evolutosi per proteggere feto e madre da infezioni uterine.

Romero e’ partito dall’evidenza che un prematuro su tre nasce da una madre che presenta un’infezione del liquido amniotico, liquido normalmente sterile ma che si puo’ infettare.

Sulla base di questa evidenza Romero ha supposto che le nascite premature potessero essere in qualche modo legate a infezioni e quindi, se un ruolo del Dna esiste nei parti prematuri, ai geni del sistema immunitario.

Controllando il Dna di 229 donne che hanno partorito prematuramente e 179 prematuri, e confrontandolo col Dna di 600 donne andare incontro a un parto al termine della gravidanza, gli esperti hanno scovato due geni, uno nel Dna materno, un in quello fetale, mutati in caso di parto prematuro. I geni, TIMP2 nella madre e il gene per il recettore dell’interleuchina 6 nel feto, sono entrambi importanti nella risposta alle infezioni.

Al di la’ del significato che quesa scoperta puo’ avere per la comprensione delle ragioni delle nascite premature, secondo gli esperti questo e’ il primo passo per la messa a punto di un test genetico per scovare, e quindi scongiurare, il rischio di parto prematuro, che e’ associato a una mortalita’ neonatale piu’ che doppia del normale e a disabilita’.

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