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Una scoperta avvicina ad un vaccino contro episodi cerebrovascolari

Un gruppo di scienziati finanziati dall’UE ha scoperto che la presenza di bassi livelli di un tipo d’anticorpo nel sistema immunitario aumenta la probabilità di avere un incidente cerebrovascolare, una delle principali cause di mortalità in tutto il mondo. Questa scoperta, pubblicata nella rivista Stroke, fa sperare nello sviluppo di un vaccino che possa attivare le difese naturali dell’organismo contro la malattia.

La scoperta si deve al progetto CVDIMMUNE (“Immunomodulation and autoimmunity in cardiovascular disease and atherosclerosis”), finanziato con 2,7 milioni di euro nel quadro dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ).

Ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia (istituzione coordinatrice del progetto) erano già riusciti a dimostrare che la presenza nel sistema immunitario del corpo umano di alti livelli di un anticorpo noto come anti-PC riducevano il rischio di arteriosclerosi. Si ha arteriosclerosi quando si formano placche sulle pareti dei vasi sanguigni. Tali placche possono staccarsi e dare luogo ad un coagulo. L’aterosclerosi, che è una forma di arteriosclerosi, è la causa più comune di malattia cardiovascolare.

Nello studio in questione, il team di CVDIMMUNE ha puntato la sua attenzione sugli incidenti cerebrovascolari, ed ha fatto una scoperta simile; le persone con bassi livelli di anti-PC sono a maggior rischio. Pertanto dei bassi livelli di questi anticorpi naturali, probabile conseguenza di un sistema immunitario ammalato, possono contribuire all’insorgere sia di arteriosclerosi che di incidente cerebrovascolare.

La ricerca, che ha comportato lo studio comparativo di 227 vittime di episodio cerebrovascolare con 445 controlli su un arco di 13 anni (tra il 1985 e il 1999), ha anche dimostrato che il nesso tra bassi livelli di anti-PC e rischio di incidente era particolarmente forte per le donne.

Questi risultati aprono la porta a parecchie possibilità. La misurazione dei livelli di anti-PC potrebbe essere usata dai medici per identificare le persone a maggior rischio di incidente cerebrovascolare, e quelle che soffrono di immunodeficienze. Allo stesso tempo, si schiudono nuove forme di terapia, come l’immunoterapia per esempio.

Il direttore dello studio, il professor Johan Frostegärd ha detto: “Stiamo esaminando la possibilità di sviluppare nuovi trattamenti immunologici per l’arteriosclerosi e gli episodi cerebrovascolari, sia sotto forma di vaccino per stimolare le difese immunitarie che d’immunizzazione mediante l’iniezione di anticorpi”.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) calcola che ogni anno 15 milioni di persone in tutto il mondo sono colpite da episodi cerebrovascolari. Un terzo di queste persone muore, mentre un altro terzo conserva una qualche forma di disabilità permanente. Si pensa che il grande colpevole sia l’ipertensione, che provocherebbe quasi 13 milioni di questi incidenti cerebrovascolari.

L’OMS stima che in Europa gli incidenti cerebrovascolari mietono in media 650.000 vittime all’anno. Le campagne anti fumo e le azioni destinate ad abbassare la pressione sanguigna hanno contribuito a ridurre l’incidenza di episodi cerebrovascolari nei paesi sviluppati. Tuttavia, a causa dell’invecchiamento della popolazione, la minaccia di incidenti cerebrovascolari resta alta in questi paesi.

Per maggiori informazioni:

Stroke:
http://stroke.ahajournals.org/

Karolinska Institutet:
http://ki.se/

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