Tumori: provocati uno su 40 da e…

In almeno un caso su 40 i…

Le sigarette veicolano ceppi bat…

Le sigarette sono "ampiam…

Tumore ovarico, i poteri di miR-…

Nei casi di tumore ovaric…

Lipoproteina: si aggiunge alla l…

[caption id="attachment_6…

Trapianto di polmone da donatore…

Primo trapianto in Italia…

Il melanoma diagnosticato con un…

[caption id="attachment_9…

L'Alzheimer, si "tramanda" da ne…

Le proteine 'tossiche' al…

Visite ai malati non-stop e repa…

  Oltre a curare al megli…

Un gene alla regia del vivere sa…

[caption id="attachment_5…

Le lesioni parziali del midollo:…

Imparare a controllare i …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Blocco della dipendenza genica delle cellule leucemiche

Una nuova ricerca – guidata dall’Università di Vienna, in Austria – sulle forme acute di leucemia, punta i riflettori su un nuovo obiettivo farmacologico: inibire i geni che contribuiscono allo sviluppo delle cellule leucemiche. Pubblicati sulla rivista European Molecular Biology Organization (EMBO) Molecular Medicine, i risultati dello studio dimostrano come le cellule della leucemia “dipendono” da alcuni geni, che se inattivati potrebbero impedire lo sviluppo delle cellule malate.

La professoressa Veronika Sexl del Centro di medicina e farmacologia biomolecolare dell’Istituto di farmacologia, ha indagato, insieme ai suoi colleghi, la leucemia linfoide acuta (ALL) e la leucemia mieloide cronica (LMC). I ricercatori dicono che sia ALL che CML possono essere provocate dalla proteina di fusione Bcr-Abl, che emerge dall’unione di due o più geni codificati originariamente per proteine separate.

I ricercatori con sede in Austria, Germania, Italia e Stati Uniti, spiegano come emerge, una volta che hanno aderito i geni, una “rete” complessa che sostiene il tumore. Allora non solo le cellule leucemiche ottengono la spinta di cui hanno bisogno, ma hanno anche una maggiore probabilità di sopravvivenza. Farmaci inibitori – tra cui l’Imatinib – sono in grado di bloccare i segnali chiave e causare la morte delle cellule malate. Il problema è che un certo numero di mutazioni può sfidare questi inibitori, offrendo loro i mezzi di cui hanno bisogno per continuare la loro offensiva sull’organismo umano.

Per far avanzare la ricerca, i ricercatori hanno valutato i fattori di trascrizione Stat3 e Stat5, che sono collegati alla trasformazione indotta da Bcr-Abl. La loro sperimentazione ha cercato di chiarire se Stat3 e Stat5, che agiscono a valle di Bcr-Abl, sono vitali per mantenere la leucemia e se possano essere usati per trattare questa malattia.

“Abbiamo sviluppato un approccio mirato e basato sulla soppressione genica per analizzare i ruoli di Stat5 e Stat3 nello sviluppo leucemico indotto da Bcr-Abl”, ha spiegato la professoressa Sexl. “Abbiamo scoperto che entrambi i fattori sono necessari per lo sviluppo di Bcr-Abl, ma una volta instaurata, solo Stat5 è cruciale per la sopravvivenza e la crescita delle cellule leucemiche”.

I ricercatori hanno scoperto che anche le forme cellulari mutate di Bcr-Abl – che possono ancora resistere ai farmaci inibitori – dipendono dal Stat5.

“Le cellule tumorali sono sottoposte ad ampi adattamenti nel loro percorso metabolico e di segnalazione, così diventano dipendenti da alcuni geni”, ha detto la Sexl. “Infatti, l’attività di questi geni può diventare limitante per le cellule tumorali”.

Il team chiama questo fenomeno di dipendenza dai geni “dipendenza non-oncogena” (NOA – non-oncogene addiction), aggiungendo che, attraverso l’inibizione di questi geni all’interno della rete di segnalazione, il sistema potrebbe interrompersi, impedendo la crescita delle cellule malate.

“In questo studio abbiamo dimostrato che le cellule leucemiche Bcr-Abl dipendono dal Stat5 per mantenere la malattia”, ha sottolineato la professoressa Sexl. “Abbiamo individuato Stat5 come il tallone d’Achille della rete di segnalazione a valle di Bcr-Abl. Quindi, l’inibizione del Stat5 può fornire un nuovo approccio terapeutico per il trattamento della leucemia”.

Allo studio hanno anche collaborato scienziati dell’Istituto austriaco di patologia molecolare, dei Laboratori Max F. Perutz, dell’Istituto di ricerca sul cancro Ludwig Boltzmann, del Centro di ricerca di medicina molecolare dell’Accademia austriaca delle scienze, nonché la Scuola di Biotecnologie dell’Università di Torino, il Deutsches Krebsforschungszentrum in Germania e il National Institute of Health negli Stati Uniti.

Per maggiori informazioni, visitare:

EMBO Molecular Medicine:
http://www3.interscience.wiley.com/journal/120756871/home

Università di Vienna
http://www.univie.ac.at/?L=2
Cordis

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!