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Un ormone dal ruolo chiave per gli animali nella ‘traduzione’ degli odori e socializzazione

I ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno dimostrato che l’ormone vasopressina aiuta il cervello a distinguere tra profumi familiare e nuovi.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, suggerisce che quando l’ormone non funziona, gli animali non sono in grado di riconoscere gli altri individui dal loro profumo. La capacità di riconoscere gli altri dall’odore è fondamentale per aiutare gli animali a stabilire legami intraspecifici.
La ricerca, finanziata dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council (BBSRC), può offrire indizi circa il modo di creare legami affettivi con gli altri attraverso l’olfatto e approfondire la nostra conoscenza del profumo e del ruolo che gioca nella memoria. Molti scienziati pensano che un fallimento in questo sistema di riconoscimento nell’uomo può impedire il formarsi di profondi legami affettivi con gli altri. Ma soprattutto si pensa che possa essere alla base di malattie come alcune forme di autismo e fobie sociali.

Ricercatori, tra cui scienziati in Germania e Giappone, hanno raggiunto la loro conclusione studiando il meccanismo di familiarizzazione dei topi attraverso l’olfatto. Hanno messo un topo adulto in un ambiente con un topo piccolo lasciando che si annusassero ed interagissero per un delta di tempo. Dopo una breve separazione, hanno riposto il piccolo topo nell’area degli adulti, insieme ad un altro piccolo topo che non aveva mai avuto contatti con gli adulti. I topi adulti cui era stata bloccata la secrezione di vasopressina non riconoscevano il piccolo con cui erano entrati in contatto poco prima.
Il professor Mike Ludwig, che ha condotto lo studio presso l’Università di Edimburgo, ha dichiarato: “Questo studio ci offre una breccia sulla comprensione delle basi biologiche delle interazioni sociali. Può darsi che la vasopressina aiuti a filtrare le informazioni sensoriali in base al loro significato emotivo “.
Il professor Janet Allen, direttore di ricerca al BBSRC, ha dichiarato, “La ricerca ci aiuta ad acquisire una comprensione fondamentale del lavoro del nostro cervello. La base biologica delle risposte psicologiche spesso può essere estremamente complessa, e trovare questo rapporto diretto tra un ormone e un fenomeno psico-sociale potrebbe aprire un intero patrimonio di conoscenze in questo settore “.

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