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Analisi diagnostiche: nuovo metodo per test molto piu’ sensibili degli attuali

In Svezia scienziati finanziati dall’UE hanno sviluppato un nuovo metodo per studiare la variazione genetica direttamente in cellule singole e nei tessuti. Le loro scoperte, pubblicate sulla rivista Nature Methods, forniscono nuove preziose informazioni sull’espressione dei geni negli esseri umani che potrebbero migliorare significativamente i test diagnostici.

Questo nuovo metodo è un risultato di due progetti finanziati dall’UE: il progetto COMICS (“Comet assay and cell array for fast and efficient genotoxicity testing”), che ha ricevuto 3,2 milioni di euro nell’ambito dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ) per sviluppare metodi affidabili per testare gli effetti dei composti chimici sul materiale genetico umano, senza ricorrere a esperimenti sugli animali, e il progetto READNA (“Revolutionary approaches and devices for nucleic acid analysis”), finanziato con 12 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del Settimo programma quadro (7° PQ), per rivoluzionare i metodi di analisi dell’acido nucleico.

I composti chimici genotossici interferiscono con il normale procedimento di riparazione del DNA (acido deossiribonucleico) e possono aumentare il rischio di cancro negli individui. Si è alla ricerca di test affidabili e molto sensibili per verificare gli effetti di questi composti, visto che i metodi attuali riescono soltanto ad analizzare grandi gruppi di cellule e possono comportare tempi lunghi e possibilità di errore.

Secondo questo nuovo studio, condotto dal dott. Mats Nilsson dell’Università di Uppsala in Svezia, le analisi attuali non sono abbastanza sensibili: le molecole in cellule rare possono facilmente sfuggire alla rilevazione e non è possibile stabilire quali delle molecole rilevate provengano da quali cellule. Questo rappresenta un serio ostacolo nei test diagnostici per il cancro, per esempio, visto che i tumori sono formati da un miscuglio di cellule sane e cancerogene. Secondo gli autori sono quindi essenziali nuove analisi che abbiano una sensibilità a livello della singola molecola.

Sulla base di metodi precedentemente sviluppati dallo stesso team, i ricercatori sono stati in grado di trasformare l’RNA messaggero (mRNA) in un tipo di molecola di DNA che può essere rilevata dalle “sonde a lucchetto”, ovvero sonde fluorescenti che si chiudono sul DNA dopo l’ibridazione, rendendo possibile lo studio della riparazione del DNA a livello molecolare in cellule singole.

“Questo metodo ci permette di studiare processi biologici in cellule singole invece degli stati medi di grandi quantità di cellule”, ha spiegato il dott. Nilsson.

La maggior parte delle analisi danno risultati che rappresentano un risultato medio per un gran numero di cellule, in un dato campione; i segnali che indicano l’attività di una piccola minoranza di cellule possono essere distinti da quelli generati dalla maggior parte delle cellule. Le sonde a lucchetto amplificano i segnali della minoranza rendendo possibile l’identificazione diretta di variazioni genetiche al livello del mRNA (acido ribonucleico messaggero) (in molecole prodotte da geni attivi) in cellule in preparazioni microscopiche. Ciò ha implicazioni importantissime per lo studio del tessuto tumorale.

Questo nuovo metodo spiana inoltre la strada agli scienziati che vogliono studiare gli effetti delle varianti genetiche su diversi tipi di cellule e tessuti, visto che le sonde possono essere impiegate per distinguere sequenze genetiche simili.

“Adesso dovrebbe essere possibile trovare il proverbiale ago nel pagliaio”, ha detto il dott. Nilsson. “Questo dovrebbe comportare metodi diagnostici più sensibili e precisi, migliorando le possibilità che i pazienti ricevano la cura di cui hanno bisogno.”

Per maggiori informazioni, visitare:

Università di Uppsala:
http://www.uu.se/

Nature Methods:
http://www.nature.com/nmeth/index.html

Cordis - Europa

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