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Autismo: recenti studi sulla potenzialita’ dell’ossitocina inalata nei pazienti trattati

Nel corso di una ricerca il gruppo di adolescenti con disturbi dello spettro autistico trattato con la sostanza ha mostrato migliori capacità di riconoscimento emotivo rispetto al placebo.

I bambini affetti da disturbi dello spettro autistico (ASD) patiscono un deficit nell’interazione e nella comunicazione e mostrano la tendenza a tenere comportamenti stereotipati e ossessivi. Una caratteristica dell’autismo è la carenza nella comprensione e nella capacità di scambio delle emozioni con gli altri. Sebbene le terapie comportamentali possano migliorare alcuni dei suoi sintomi, attualmente non esiste alcun trattamento efficace per questo tipo di problemi.

Nell’ambito di una nuova ricerca i cui risultati sono ora pubblicati sulla rivista Biological Psychiatry, sono stati reclutati alcuni adolescenti affetti da ASD. Utilizzando un rigoroso disegno di studio, a questi soggetti è stata somministrata tramite uno spray nasale una singola dose di ossitocina, un ormone che agisce sulla funzionalità cerebrale, e un placebo a distanza di una settimana.

In entrambi i casi, i soggetti dovevano poi sottoporsi a un test di espressione facciale per misurare il loro riconoscimento emotivo: dai dati raccolti, le prestazioni sono risultate migliori in seguito all’assunzione di ossitocina.

Questi risultati sembrano così fornire la prima dimostrazione che “una semplice terapia farmacologica possa migliorare la comprensione emotiva nell’autismo o in qualunque disturbo associato al disfunzioni delle relazioni sociali. È anche la prima volta che vengono dimostrati i benefici dell’ossitocina in soggetti giovani, il che suggerisce le notevoli potenzialità di in intervento precoce”, ha spiegato Adam Guastella.

Poiché si è trattato di uno studio di dimensioni limitate, occorrerà confermarne i risultati per poter validare l’ossitocina come potenziale trattamento.

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