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Come il cervello si organizza davanti a due lavori

Una struttura cerebrale, il cingolato dorsale anteriore, provvede ad assegnarne l’elaborazione a uno o all’altro emisfero a seconda dela loro importanza per il soggetto
A volte si dice con ironia che una certa persona non riesce a fare due semplici cose insieme, ma in realtà quello di attendere a due compiti differenti contemporaneamente è il limite massimo che qualunque persona può raggiungere sperando di ottenere prestazioni accettabili. La cosa in psicologia è già nota, ma ora una ricerca neurofisiologica condotta da due ricercatori dell’Università Pierre et Marie Curie e della Scuola Normale Superiore di a Parigi, Sylvain Charron ed Etienne Koechlin e pubblicata su Science ne dà una chiara spiegazione. A ciascun compito da eseguire, infatti, il nostro cervello dedica uno dei due emisferi.

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno sottoposto un gruppo di volontari, tutti destrimani, a risonanza magnetica funzionale mentre erano impegnati a svolgere differenti compiti assegnati. Charron e Koechlin hanno così potuto constatare che quando i volontari eseguivano un compito alla volta, si attivavano contemporaneamente entrambi i lati del cingolato dorsale anteriore e della corteccia premotoria, ma se dovevano eseguire simultaneamente due compiti, l’attività di quelle regioni nell’emisfero cerebrale sinistro era rivolta a controllare l’esecuzione del compito primario mentre quella dell’emisfero destro era devoluta al compito secondario.

Il cingolato dorsale anteriore, un’area già nota per partecipare alla valutazione degli errori commessi e all’elaborazione di strategie ‘ad hoc’ per non ripeterli, ha il ruolo di rappresentare e confrontare gli scopi dei comportamenti immediati e futuri, ossia la ricompensa che comportano, mentre la corteccia frontopolare che elabora la ramificazione operativa dei processi viene “reclutata” sulla base degli incentivi dei due scopi da raggiungere. I rapporti fra queste due aree hanno quindi un ruolo centrale nel valutare le alternative del futuro corso delle azioni e nel fungere da arbitro fra piani in concorrenza.
Più in generale, osservano i ricercatori, questo tipo di divisione del lavoro fra i due emisferi “può chiarire diversi limiti nelle capacità decisionali e di ragionamento dell’essere umano”.

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