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Tumori del seno: test molecolari per capire quali caratteristiche e cure

E’ la personalizzazione della terapia la strategia-chiave nella lotta al tumore al seno. Almeno per 10 mila delle 38 mila donne che si ammalano ogni anno: positive al recettore HER2, possono essere salvate grazie a un farmaco mirato, un anticorpo chiamato trastuzumab, che ha gia’ consentito di ridurre la loro mortalita’ del 30% circa.
E’ quanto emerso in occasione della Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) che si e’ aperta oggi a Catania.

”Le caratteristiche biologiche del tumore – spiegano gli oncologi – sono la chiave per ‘disinnescarlo’: l’esempio del recettore HER2 dimostra come un test di laboratorio sia riuscito a cambiare la storia naturale del cancro del seno”.

Tuttavia, a 10 anni dall’introduzione del test nella pratica clinica, il margine di errore di interpretazione resta del 20%. ”Le ragioni principali – spiega Pierfranco Conte, direttore del Dipartimento di Oncologia del Policlinico di Modena e Reggio Emilia – sono organizzative. E’ fondamentale, ad esempio, che la ricerca venga eseguita subito dopo il prelievo del campione, per evitare che si deteriori. Indispensabile la competenza del personale ma anche la frequenza con cui si esegue l’esame, e servono procedure di verifica della qualita’ del test che, inoltre, va ripetuto nel tempo”.

Il test HER2, sottolinea l’AIOM, puo’ fare da apripista per altri tumori, esprimendosi anche in altri organi. Fondamentale, secondo Carmelo Iacono, presidente dell’AIOM, e’ inoltre ”ripensare l’intero sistema assistenziale per adeguarsi ai progressi terapeutici. In primo luogo, con un piu’ stretto link fra laboratorio e reparto. AIOM gia’ si e’ mossa, prima in Europa, nel definire una collaborazione strutturata con i patologi, con l’obiettivo di ottenere diagnosi sempre piu’ rapide ed accurate”.(ANSA).

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