Turni notturni aumentano inciden…

Lavorare di notte per…

Alimentazione corretta, attività…

Nell’imminenza dell’Expo …

Nuovo promettente farmaco per l…

[caption id="attachment_1…

Organi in provetta partendo da s…

Ricostruire organi interi…

Antidepressivi: esasperano infia…

Le donne in post-men…

Ormone 'dimagrante' risiede nel …

Il cuore è il primo musco…

Raffreddore, scoperto l'enigmati…

Su Pnas la ricerca di due…

Malattie Mentali: occorre metter…

A Milano la prima tappa d…

I Professionisti, gli Utenti e l…

Secondo i dati pubblicati…

Sanofi Pasteur e Merck Vaccini n…

Lione, Francia- 30 Giugno…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Depressione: stimolazione magnetica come metodo di cura alternativo

Primo studio scientifico condotto in Europa sugli effetti della stimolazione magnetica come metodo di cura della depressione che non risponde a cure farmacologiche preesistenti. E’ stato pubblicato on line sulla rivista internazionale ‘Neuroscience’, a cura di un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell’Universita’ di Firenze, guidati da Stefano Pallanti, direttore dell’Agenzia di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi. Sessanta pazienti per tre settimane sono stati trattati con la stimolazione magnetica transcranica – metodologia recentemente approvata per la depressione farmaco-resistente dall’Autorita’ sanitaria degli Stati Uniti (FDA-Food and Drug Administration). I soggetti hanno ricevuto sia la stimolazione di ambedue gli emisferi del cranio (a bassa frequenza sull’emisfero destro e ad alta frequenza su quello sinistro) sia la stimolazione a bassa frequenza sul solo emisfero destro.


Lo studio ha dimostrato che la stimolazione unilaterale a bassa frequenza sull’emisfero destro e’ piu’ efficace e potrebbe essere la prima linea di trattamento in questo tipo di depressione: ad essa va attribuito un maggior numero di guarigioni (30%), rispetto a quelle osservate con la stimolazione bilaterale (10%). “Si tratta di uno studio molto importante – ha commentato Stefano Pallanti – che sottolinea l’eccellenza in Italia della ricerca fiorentina in questo campo e promuove una metodologia semplice nel trattamento della depressione farmaco-resistente: ulteriori studi dovranno confermare questi risultati su cui ci siamo anche confrontati a livello internazionale con il direttore del Centro per la Brain Stimulation della Columbia University di New York, Sarah H. Lisanby”. –
AGI - Salute

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: