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La latenza del virus HIV determinata dal rumore

Una nuova ricerca ha identificato il meccanismo molecolare che l’HIV utilizza per generare fluttuazioni casuali nella sua espressione genica.

Lo studio, pubblicato sull’ultimo numero della rivista Biophysical Journal, identifica la probabile sorgente di questo “rumore” fornendo anche un’ipotesi sul possibie ruolo di tale fenomeno sul passaggio dallo stato di replicazione attiva a quello di latenza e viceversa che caratterizza il virus.

Dopo aver infettato una cellula umana, l’HIV integra in suo DNA nel genoma della cellula ospite, e comincia a replicarsi attivamente. Tuttavia, il virus può entrare in uno stato di latenza a lungo termine, che rimane la maggiore barriera per l’eradicazione dell’infezione dal paziente.

L’autore senior dello studio, Leor S. Weinberger virologo molecolare del Dipartimento di chimica dell’ Università della Californa a San Diego ha mostrato recentemente che il rumore nell’espressione genica dell’HIV influenza in modo critico la “decisione” di entrare in fase di replicazione attiva o di latenza ma finora non era chiaro quale fosse la sorgente di tale rumore.

Per determinarla, Abhyudai Singh, collaboratore di Weinberger, ha sfruttato una tecnica che analizza in che modo il rumore influenza i diversi livelli di espressione. I ricercatori hanno esaminato cellule infettate una singola copia di HIV ingegnerizzata per produrre una proteina di quantità misurabile in decine di differenti siti di integrazione.

Sorprendentemente, i livelli di rumore nell’espressione genica dell’HIV sono risultati notevolmente più elevati di quelli riscontrati in altri organismi e si è osservato che essa si verifica in modo intenso in intervalli casualmente distribuiti nel tempo.

Durante questi intervalli critici vengono prodotte copie multiple di prodotti genici che sono responsabili degli alti livelli di rumore dell’espressione genica.

“Questi nuovi risultati indicano gli intervalli di elevati livelli trascrizionali come i principali responsabili del rumore nell’espressione genica: da essi dipendono in ultima istanza i periodi di latenza del virus”, ha concluso Weinberger. (

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