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Mammografia e densita’ mammografica: un valido indizio per predire rischi tumori seno

Le donne che hanno una densità mammografica più alta del 75% hanno un rischio di sviluppare il cancro al seno quattro o cinque volte più alta. Il calcolo arriva dal 101° Congresso annuale dell’American Association for Cancer Research, in corso a Washington, e conferma l’efficacia della mammografia come bio-predittore diagnostico più valido per la prevenzione. Tuttavia, come fanno notare i ricercatori del Breast Cancer Prevention Center della University of Kansas Medical Center, non basta far caso alla densità, perché anche con bassi indici il rischio di tumore non è zero.

L’evoluzione della densità mammografica è un altro indice che va tenuto in conto, spiega Celine Vachon. della Mayo Clinic, che ha evidenziato come ad una riduzione nel tempo si associ a una riduzione del rischio. Lo studio si è basato sui dati di 1.900 donne sane, età media 35 anni, e 219 colpite dalla malattia. L’esame dei risultati diagnostici effettuati nel corso degli anni ha permesso di stabilire che, tra le donne che avrebbero poi sviluppato il tumore, la densità dei tessuti si era mantenuto costantemente alto nel tempo. Analisi che confortano i medici-senologi nella scelta della mammografia come strumento per monitorare i cambiamenti nel corpo femminile. Tuttavia, come un altro studio presentato durante il Congresso evidenzia, i costi in termini di radiazioni per la diagnosi, soprattutto nelle donne giovani, andrebbe limitata. Obiettivo di una ricerca dell’Università delle Hawaii: trovare alternative tecnologiche innovative, ma meno bio-tossiche per le cellule. (ASCA)

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