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Tumori: Dutasteride blocca sviluppo neoplasie prostatiche

Roma, 1 apr – Ostacola la trasformazione dell’ormone ”maschile” per eccellenza e blocca la crescita delle cellule prostatiche, prevenendo il tumore alla prostata. Sono i risultati dello studio REDUCE pubblicati oggi sul New England Journal of Medicine che hanno dimostrato come l’utilizzo del farmaco Dutasteride in pazienti a rischio per tumore della prostata abbia comportato una significativa riduzione di sviluppare la malattia. Tra i centri principali che hanno partecipato allo studio il San Raffaele di Milano, con l’e’quipe guidata da Francesco Montorsi, Ordinario di Urologia al San Raffaele, uno dei coordinatori internazionali della ricerca.

La dutasteride e’ un farmaco utilizzato gia’ da alcuni anni per il trattamento dei disturbi urinari legati all’ingrossamento benigno della prostata. Agisce bloccando la trasformazione all’interno delle cellule prostatiche del testosterone in di-idro-testosterone, la forma biologicamente attiva dell’ormone che influenza l’attivita’ del DNA cellulare. I sintomi dei pazienti migliorano in quanto la dutasteride riduce le dimensioni della ghiandola prostatica.

L’ipotesi investigata dallo studio REDUCE e’ che la dutasteride possa anche prevenire il tumore della prostata se utilizzata in soggetti a rischio.

Sono stati inseriti nello studio circa 6300 uomini con eta’ variabile da 50 a 75 anni, sottoposti per sospetto tumore della prostata a biopsia prostatica risultata pero’ negativa per malattia. I pazienti dovevano avere un PSA di partenza variabile da 2.5 a 10 ng/ml. I pazienti sono stati randomizzati a trattamento per 4 anni con dutasteride (1 compressa da 0.5 mg al giorno) oppure con placebo. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a biopsia prostatica dopo 2 anni di trattamento ed al termine dello studio. Inoltre e’ stata eseguita una biopsia prostatica ogni volta che si e’ sospettata la presenza di un tumore prostatico.

Nei pazienti trattati con dutasteride si e’ osservata la riduzione del rischio di ammalare di tumore prostatico del 22.8 percento rispetto ai pazienti trattati con placebo.

L’effetto del farmaco si e’ osservato particolarmente per i tumori meno aggressivi. Nei pazienti che hanno sviluppato un tumore della prostata, non si e’ infatti osservata alcuna differenza tra dutasteride e placebo nel numero di tumori prostatici piu’ aggressivi.

”Questo studio offre una nuova possibilita’ a pazienti che hanno eseguito una o piu’ biopsie prostatiche risultate pero’ negative per tumore – afferma Montorsi -. Questi pazienti hanno tipicamente valori di PSA elevati oppure una visita prostatica sospetta. In questi casi il trattamento con dutasteride rappresenta una opzione terapeutica che deve essere discussa con il paziente”.

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