Una semplice equazione per valut…

Una semplice equazione po…

MENO INFEZIONI GRAZIE ALLE MATRI…

I dati preliminari di nuo…

Cheratocono, la malattia dell'oc…

Colpisce ogni anno circa …

Il più piccolo sistema di monito…

Disponibile in Italia il …

Dimagrire in movimento, passeggi…

Le persone che per sposta…

Riforma degli Ordini: occasione …

"Non è pensabile che dopo…

Ingegneria dei tessuti: vene bio…

Scienziati americani hann…

Speranze dal primo trapianto di …

[caption id="attachment_6…

Il Policlinico di Milano non dec…

In merito all'articolo pu…

IRCCS S. Raffaele: Cellule stami…

Un'equipe di ricercatori …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Funziona il primo polmone in provetta

Funziona il primo polmone coltivato in provetta. Regola lo scambio fra ossigeno e anidride carbonica nell’organismo di un ratto, come dimostrano le prime immagini diffuse online dalla rivista Science, a corredo dell’articolo pubblicato dal dipartimento di bioingegneria dell’universita’ americana di Yale. Per la coordinatrice della ricerca, Laura Niklason, ”e’ un primo passo verso la rigenerazione dei polmoni per animali piu’ grandi ed eventualmente per l’uomo”.

Il primo organo complesso mai costruito in laboratorio ha anticipato tutte le previsioni. Soltanto sei mesi fa alcuni tra i maggiori esperti internazionali nel campo degli organi biotech prevedevano che per la costruzione del primo alveolo artificiale ci sarebbero voluti ancora cinque anni. Tuttavia la stessa Niklason ritiene che ”c’e’ ancora molto lavoro da fare per mettere a punto polmoni artificiali che abbiano una piena funzionalita”’. Per la ricercatrice ”ci vorranno ancora anni di ricerca con le cellule staminali adulte prima di poter applicare questa tecnica ai pazienti”.

Tuttavia per il genetista Giuseppe Novelli, dell’universita’ di Roma Tor Vergata, ”e’ un primo passo straordinariamente importante nella medicina rigenerativa” e ”la prima esperienza di applicazione reale dell’ingegneria dei tessuti”. Indubbiamente si e’ aperta una nuova strada e quella che finora era solo fantascienza oggi e’ una prospettiva reale: diventa possibile rigenerare in laboratorio i polmoni di pazienti colpiti da malattie che ne hanno compromesso in modo irreparabile la funzionalita’, evitando in questo modo molti trapianti. Punto di partenza dell’esperimento e’ stato prelevare i polmoni da un ratto adulto e rimuovere da essi i componenti cellulari, conservando soltanto la struttura di base per utilizzarla come ”impalcatura” sulla quale far crescere le nuove cellule. E’ la prima volta che viene fatta una cosa del genere e questo processo, che i ricercatori hanno chiamato ”decellularizzazione”, e’ per Novelli, ”e’ una grande novita”’.

Finora si era cercato di utilizzare solo strutture artificiali su cui far crescere le cellule, ma ora il gruppo di Yale ha dimostrato che l’impalcatura naturale dei polmoni in realta’ ”dialoga” con le cellule: scambia messaggi capaci di indirizzarne la crescita. E’ come se dicesse loro quello che devono fare e dove devono andare. E’ stato questo il successo della seconda fase dell’esperimento, la vera e propria ”coltivazione” delle cellule. L’altra grande novita’ e’ che questa e’ avvenuta all’interno di un bioreattore progettato per imitare alcuni aspetti dell’ambiente nel quale di sviluppano i polmoni durante lo sviluppo fetale. Attorno alla struttura sono cosi’ cresciute nuove popolazioni di cellule, finche’ non si sono completamente rigenerati i polmoni. Questi sono stati quindi impiantati nel ratto e hanno cominciato a funzionare regolarmente per un periodo considerevole, compreso fra 45 minuti e due ore.

ANSA

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!