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HIV: la genetica potrebbe offrire le sue armi

Un regolatore genetico critico per molte funzioni vitali riveste un ruolo importante anche nella formazione dei linfociti T: è quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Oregon State University e del California Institute of Technology grazie a uno studio il cui resoconto è pubblicato sulla rivista Science.

Ciò suggerisce che alcuni tipi di funzioni immunitarie potrebbero essere influenzati dalla manipolazione di questo regolatore genetico, che potrebbe diventare un bersaglio per nuovi farmaci e aprire la strada a nuove terapie per patologie che colpiscono il sistema immunitario, dall’HIV/AIDS ai disturbi autoimmunitari per finire con le allergie.

Un altro aspetto della ricerca riguarda la possibilità di riprogrammare le cellule per eseguire diverse funzioni, secondo metodi utilizzati nella ricerca sulle cellule staminali.

Il regolatore genetico, o fattore di trascrizione, è denominato Ctip2, ma è noto anche come Bcl11b. Si tratta di una proteina che controlla l’espressione genica finalizzata alla formazione dei tessuti di vari organi.

“Il Ctip2 è fondamentale per varie funzioni vitali al punto che i topi di laboratorio mancanti del gene corrispondente muoiono poco dopo la nascita”, ha spiegato Mark Leid, professore del College of Pharmacy della OSU e coautore dello studio. “Il Ctip2 non viene espresso in ogni cellula ma riveste un ruolo essenziale in differenti organi. Questi nuovi risultati sulla correlazione con la formazione delle cellule T è di grande interesse per immunologi e clinici.”

I linfociti T sono importanti componenti del sistema immunitario adattativo, grazie al quale l’organismo può aggredire particelle estranee e conservare memoria dell’aggressione per il futuro.

Ora si è scoperto che il Ctip2 aiuta a regolare il complesso processo che termina con la formazione di cellule T. A seconda dello stadio di sviluppo al quale il gene corrispondente viene silenziato, risultano non formate le cellule T o altri tipi di cellule.

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