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Slerosi laterale Amiotrofica: si testa l’efficacia dell’EPO

MILANO, 22 LUG – L’eritropoietina, sostanza tristemente nota per il doping nel ciclismo, potrebbe aprire nuovi scenari nella cura della sclerosi laterale amiotrofica. Uno studio dell’Istituto neurologico Besta di Milano aveva gia’ mostrato che l’Epo potrebbe avere un’efficacia protettiva sui pazienti; oggi lo stesso Besta, che vuole ora capire la reale efficacia del farmaco, ha arruolato il primo paziente per un nuovo studio. Continua a leggere questa notizia

Il primo paziente, assieme ad altri 159 affetti da Sla ancora da reclutare, seguira’ per 18 mesi il trattamento con eritropoietina o placebo, in associazione al riluzolo, per capire se l’Epo e’ in grado di modificare il decorso della malattia. Lo studio clinico vede la partecipazione di 25 centri sull’intero territorio nazionale.

Lo studio precedente, condotto su un numero molto ristretto di malati, era stato condotto da ricercatori della Fondazione Besta guidati da Giuseppe Lauria, e ”aveva fornito incoraggianti indicazioni – spiega lo stesso Istituto – dimostrando che l’eritropoietina, utilizzata anche nella pratica clinica per curare l’anemia, oltre ad essere ben tollerata dai pazienti aveva anche una possibile efficacia neuroprotettiva sui pazienti con Sla”. ”Quello studio pilota – aggiunge Ferdinando Cornelio, direttore scientifico del Besta – aveva indicato una possibile efficacia che dovra’ essere confermata dallo studio clinico finalmente partito oggi, grazie anche alla decisione del Consiglio di amministrazione della Fondazione di destinargli quasi interamente i fondi ricevuti grazie al 5×1000, derivanti dalle dichiarazioni dei redditi del 2007”.(ANSA).

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