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Edema polmonare in alta quota: dal CNR nuovo test per diagnosi veloce

E’ una delle insidie maggiori per chi anche in estate si avventura sulle alte quote. L’edema polmonare puo’ infatti colpire all’improvviso chiunque, anche l’alpinista piu’ allenato. E’ fondamentale allora capire immediatamente, ai primi segnali di affaticamento se c’e’ questo rischio. Per accelerare la diagnosi, l’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa ha messo a punto un nuovo test diagnostico non invasivo che permette di stabilire immediatamente se e’ in corso un edema polmonare.


“E’ una tecnica ultrasonografica toracica”, spiega Lorenza Pratali dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, “che si esegue appoggiando una sonda a ultrasuoni a livello degli spazi intercostali per apprezzare la presenza o meno di acqua negli alveoli polmonari. Sono apparecchi di minime dimensioni, facilmente trasportabili e a basso costo, capaci di diagnosticare velocemente l’edema da alta quota nelle fasi iniziali, senza rischiare la vita”. “Alla comparsa di mal di testa, debolezza, mal di stomaco”, consiglia Lorenza Pratali dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, “bisogna fermarsi e rimanere alla stessa quota, evitando sforzi, fino a quando la situazione non migliora. Se i sintomi si aggravano con difficolta’ respiratoria anche a riposo, tosse, confusione mentale e incapacita’ di camminare in linea retta, allora bisogna scendere a una quota tra 500 e 1.000 metri e recarsi nel centro di primo soccorso piu’ vicino”.

Salute – AGI

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