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Meningite: scoperto un ‘trojan’ genetico che espone a rischio persone infettate

Roma, 9 ago – Differenze genetiche spiegherebbero perche’ alcune persone sono sensibili al batterio della meningite meningococcica, una delle forme piu’ pericolose di meningite responsabile di un decesso ogni dieci casi, mentre altre persone risulterebbero immuni alla malattia: a sostenere la predisposizione genetica di alcuni soggetti e’ uno studio pubblicato ieri su Nature Genetics da un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra e del Genome Institute di Singapore.

Lo studio e’ stato condotto analizzando mezzo milione di varianti genetiche dal Dna di oltre 6000 persone – 1500 malate e oltre 5000 sane. La maggiore sensibilita’ alla malattia, spiegano gli studiosi, risiederebbe nei geni che codificano per il ”fattore H” e nelle proteine a esso collegate, naturalmente presenti nell’organismo umano e responsabili della regolazione di una parte del sistema immunitario che riconosce e uccide i batteri invasori.

In alcuni soggetti, hanno scoperto i ricercatori, il batterio meningococco sarebbe in grado di ingannare il fattore H e utilizzarlo come ”cavallo di Troia”, eludendo le difese attivate dal sistema immunitario ed evitando, quindi, di essere riconosciuto come ”estraneo”.

”Le conclusioni del nostro studio – spiega Michael Levin dell’Imperial College di Londra, principale autore dello studio – sarebbero particolarmente utili nello sviluppo di un vaccino contro il ceppo B, attualmente responsabile della maggior parte dei casi di meningite nel Regno Unito”.
(ASCA)

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