Dopo l'infarto: la mancata riabi…

[caption id="attachment_1…

Epatite C: l'allarme dei microbi…

E' necessaria una campa…

Merck Serono ottiene la certific…

Il CRF Institute ha …

Aprile mese della salute delle o…

Porte aperte in oltre 100…

Smettere di fumare ricorrendo al…

Dire addio alle sigarette…

Organi in provetta partendo da s…

Ricostruire organi interi…

Osservatorioinfluenza.it si rinn…

Una sezione dettagliata s…

Le salamandre ci suggeriranno un…

Specie che vive nei f…

Allergie: nuovo vaccino per le a…

[caption id="attachment_1…

Sedano e prezzemolo possono arre…

Una sostanza contenuta ne…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Stanchezza cronica: sempre meno remota l’origine virale del disturbo

Da tempo si sospetta un legame fra stanchezza cronica e virus, ma dimostrarlo non è per niente facile. La primavera scorsa Science ha pubblicato una ricerca che metteva in relazione la sindrome con un tipo di retrovirus chiamati XMRV (virus a loro volta correlati alla leucemia murina), ma altri quattro studi non lo avevano confermato. Adesso una nuova indagine dimostra una correlazione fra malattia e altri retrovirus della stessa classe, chiamati MRV.
LO STUDIO – Più nel dettaglio, i ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston, dei National Institutes of Health e della Fda, l’ente per il controllo dei farmaci, hanno trovato sequenze genetiche di MRV nel sangue di 32 pazienti, affetti dalla sindrome, sui 37 analizzati e solo in tre su 44 soggetti sani. Non hanno invece evidenziato tracce di XMRV. «Questa classe di retrovirus – ha subito commentato Leonard Jason della De Paul University di Chicago, un esperto della malattia – sta per diventare un pezzo importante del puzzle». Puzzle appunto. Perché la sindrome da stanchezza cronica è una condizione di cui non si conoscono le cause e che non trova riscontri in test diagnostici, nonostante i pazienti presentino segni di anomalie immunologiche, neurologiche e endocrinologiche.

La sindrome, così come è stata definita dai Centers for Diseases Control di Atlanta nel 1994, è caratterizzata da stanchezza (che dura da più di sei mesi e non è alleviata dal riposo) associata a quattro o più sintomi fra i quali: disturbi della memoria, dolori muscolari, mal di testa, sonno non ristoratore, dolore ai linfonodi, faringite. È una patologia che può essere molto debilitante e non ha ancora trovato una cura. Ecco perché si stanno studiando le cause, ecco perché si sono creati reti di pazienti, soprattutto negli Stati Uniti, che dialogano online e premono sul mondo scientifico perché finalmente la smetta di considerare questa malattia come psicosomatica o semplicemente legata allo stress, nonostante ci siano molte evidenze che a scatenarla è spesso una malattia virale acuta. Trovare una causa significherebbe anche studiare nuove cure. E il coinvolgimento dei retrovirus potrebbe far ipotizzare terapie anti-retrovirali, tipo quelle usate per combattere l’Hiv, il virus dell’Aids. Almeno tre farmaci di questo tipo hanno rivelato di essere attivi anche contro gli XMRV in laboratorio.

FARMACI OFF-LABEL – Alcuni pazienti sono già in terapia con farmaci anti-Hiv prescritti off-label dai medici, al di fuori cioè dalle indicazioni per cui sono autorizzati dalle autorità sanitarie. E ne parlano in rete, come Jamie Deckoff-Jones, medico lui stesso che sul tema tiene un blog molto popolare negli Usa. I medici, compreso il coordinatore della ricerca appena pubblicata su Pnas, ribadiscono: «Non c’è prova definitiva che i retrovirus possano determina la sindrome da stanchezza cronica: l’ infezione potrebbe essere la conseguenza di un sistema immunitario alterato»


.
Il fatto che in alcuni pazienti i retrovirus vengano identificati e in altri no, potrebbe dipendere da differenti metodi di analisi ed è per questo che le ricerche vanno approfondite. Questi nuovi dati, però, mettono in luce un nuovo problema: se nel sangue dei pazienti si possono isolare virus correlati alla leucemia murina, è bene escluderli dalla donazione di sangue.

Corriere.it

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!