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Albumina nelle urine: predittiva di rischi renali acuti

L’analisi dell’albumina nelle urine è in grado di mettere in evidenza il rischio di sviluppare malattie renali acute. A sostenerlo è un gruppo di studiosi della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa) guidati da Morgan Grams in uno studio pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology, secondo i quali i pazienti con più alti livelli della proteina corrono un rischio 5 volte maggiore di sviluppare un danno renale acuto.

Del test, spiegano i ricercatori, già si conosceva il legame con il danno renale acuto, ma finora non era mai stato quantificato.

Il team di Baltimora ha studiato le cartelle cliniche di 11.200 pazienti arrivando a individuare che i livelli dell’albumina nel sangue possono funzionare da fattore predittivo di danno renale acuto più di quanto non si fosse mai sospettato finora. Il danno renale acuto, spiegano i ricercatori, si verifica quando i reni improvvisamente perdono la capacità di filtrare le scorie del sangue: se il paziente è in buona salute “è una condizione potenzialmente reversibile, ma non sempre. I danni renali acuti ci preoccupano molto perché possono portare a malattie renali croniche e perfino alla morte”, spiega Grams.

Il semplice ed economico esame potrebbe rappresentare una nuova strada per individuare – e prevenire – danni renali acuti potenziando il “tasso di filtrazione glomerulare” o eGFR, dall’inglese “estimated glomerular filtration rate”, il metodo attualmente utilizzato. (ASCA)

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