AIDS: impressionante la resisten…

E' preoccupante l'aument…

26 SETTEMBRE. UNA GIORNATA PER P…

SIC: La giornata mondiale…

Fegato in laboratorio ottenuto d…

Un fegato umano costr…

Traguardo per la chirurgia oftal…

L’impianto in cifre: …

PSA: esame dal quale si ottengon…

I possibili benefici e r…

Come i virus arrivano al cervell…

[caption id="attachment_8…

Protesi PIP e Codacons: per il T…

"Il Tar del Lazio, con un…

Rivaroxaban in monosomministrazi…

Sessione Hot Line a ESC 2…

I pediatri della SIPPS, Escheric…

Le raccomandazioni dei …

Paracetamolo a rischio insorgenz…

[caption id="attachment_1…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Depressione post partum: la risonanza magnetica la ‘legge’

Una risonanza magnetica e’ in grado di individuare la presenza di depressione post partum, disturbo di cui soffre il 15% delle mamme nel periodo immediatamente successivo al parto. Finora non e’ chiaro agli scienziati quali siano le donne piu’ a rischio di incorrere in questo disturbo psicologico. Un team di ricerca dell’universita’ di Pittsburgh, guidato da Eydie Mose’ Kolko, per trovare una traccia cerebrale della depressione, ha osservato due gruppi di madri, 14 con depressione post partum e 16 senza.

Attraverso una risonanza magnetica, i ricercatori hanno osservato che nei due gruppi di donne c’era un’attivita’ cerebrale diversa in reazione alla visione di immagini spaventose o minacciose. Le donne con depressione post partum hanno fatto registrare una risposta attenuata, nelle regioni del cervello responsabili della regolamentazione di empatia ed emozione rispetto a quelle sane. Questo risultato conferma quanto finora era noto, cioe’ che le madri depresse tendono ad essere meno in sintonia con le esigenze o i sentimenti dei loro bambini e meno sensibili, in generale, alle emozioni.
La risonanza ha rivelato anche una modalita’ diversa di coinvolgimento delle stesse aree cerebrali. Nelle madri depresse si sono evidenziate connessioni piu’ deboli tra le zone di regolazione delle emozioni, rispetto alle madri non depresse. Questo elemento, secondo i ricercatori, potrebbe far pensare ad un’origine biologica della depressione. Ma per indagare questo aspetto, secondo Eydie Mose’ Kolko saranno necessari altri studi. ”Ottenere informazioni piu’ dettagliate sulle cause e sui tipi di depressione post-partum – ha detto – puo’ portare a migliori cure e sulla base dei pattern neurali potremmo essere in grado di progettare terapie piu’ efficaci”.(ANSA).

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!