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Molle nanoscopiche: promettenti supporti biomolecolari

Consentono di ottenere supporti che possono essere facilmente rivestiti con enzimi, anticorpi o altre biomolecole, tutti aspetti fondamentali nella tecnologia dei microreattori e dei biosensori

Promette di aprire interessanti prospettive nel campo delle applicazioni biotecnologiche, farmaceutiche e biomedicali il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell’Oregon State University che è riuscito a caricare molecole di interesse biologico su molle di dimensioni nanoscopiche.

“Le nanomolle sono un risultato relativamente recente nel campo delle nanotecnologie. Per avere un’idea di come sono fatte, basta immaginare una versione miniaturizzata dei cavi della cornetta telefonica”, ha spiegato Christine Kelly, professore associato della School of Chemical, Biological and Environmental Engineering dell’OSU e coautore dell’articolo pubblicato sulla rivista Biotechnology Progress. “Si tratta di realizzazioni interessanti perché sono dotate di una superficie relativamente molto ampia, utile per dare un valido supporto fisico alle sostanze catalizzatrici, ma possono muoversi agevolmente nei fluidi”.

In quest’ultima ricerca i ricercatori dell’OSU hanno messo a punto un metodo per legare enzimi a nanomolle in biossido di silicio, in modo che possano funzionare come catalizzatori biologici per altre reazioni chimiche. Potrebbero essere utilizzate, per esempio, per creare un sensore biochimico che reagisca alla presenza di una tossina in tempi molto più rapidi rispetto ad altri approcci convenzionali.

Lo studio si è svolto anche grazie alla collaborazione con il dipartimento di fisica dell’Università dell’Idaho e con la società GoNano Technologies di Moscow, sempre nell’Idaho, che ha già nel proprio catalogo nanomolle.

“Un aspetto sempre più importante nella tecnologia dei microreattori e dei biosensori è lo sviluppo di supporti che possano essere facilmente rivestiti con enzimi, anticorpi o altre biomolecole”, sottolineano i ricercatori nel loro resoconto. “Queste caratteristiche vengono raggiunte in pieno dalle nanomolle, strutture che possono essere realizzate mediante un processo di deposizione di vapori chimici su un’ampia gamma di superfici e questo studio rappresenta la prima applicazione dimostrata di nanomolle come nuovo vettore di grande efficienza per fissare enzimi all’interno di microreattori”.

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